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Domenica, 26 Giugno 2022
IL FACCIA A FACCIA / Russia

La missione di Di Maio a Mosca: evitare di finire 'blastato' da Lavrov

Il capo della diplomazia russa è solito mettere in difficoltà i suoi interlocutori evidenziandone l’ignoranza o la debolezza politica. Ecco le vittime più illustri

Come dimenticare il volto intimorito di Angela Merkel mentre Konni, una femmina di Labrador di grossa taglia, le annusava le scarpe e le gironzolava attorno. L’episodio imbarazzante avvenne nella residenza del padrone di Konni, il presidente russo Vladimir Putin, che poi si sarebbe scusato con Merkel sostenendo di ignorare la sua fobia per i cani. 

Per molti analisti la presenza del cagnone di fronte alle telecamere fu una vera e propria strategia per mettere a disagio l’interlocutrice. Tattiche e modi di fare spesso incarnati da un fedelissimo di Putin, il ministro degli Esteri Sergey Lavrov, che domani incontrerà l’omologo italiano Luigi Di Maio nel momento di massima tensione tra Russia e Nato dai tempi della guerra fredda. 

L’ultima in ordine di tempo ad aver subito il ‘metodo Lavrov’ è stata la ministra degli Esteri britannica, Liz Truss, umiliata in conferenza stampa dall’omologo russo. “Sembrava un dialogo tra sordi e muti”, ha dichiarato Lavrov dopo il faccia a faccia con Truss. Fonti russe hanno poi fatto sapere alla stampa che la rappresentante di Londra, durante l'incontro a porte chiuse, avrebbe confuso le due regioni ucraine sotto controllo dei separatisti russi, Donetsk e Luhansk, con due territori della Federazione Russa - Rostov e Voronezh - non lontani dalla frontiera col Paese vicino. 

Lavrov, stando alle ricostruzioni, avrebbe chiesto a Truss se riconosceva la sovranità russa nei due territori interni ai confini della Federazione. “Il Regno Unito non riconoscerà mai la sovranità russa su queste regioni”, avrebbe replicato la ministra confondendo le due zone russe con Donetsk e Luhansk, cadendo del trabocchetto teso da Lavrov. 

Un altro che in passato è rimasto vittima del ‘metodo Lavrov’ è l’Alto rappresentante Ue per la Politica estera, Josep Borrell, che durante un incontro a inizio 2021 con il ministro degli Esteri russo ha appreso da Twitter che Mosca aveva appena espulso dal suo territorio tre diplomatici europei. Nella conferenza stampa successiva al faccia a faccia, Borrell dimostrò scarsa lucidità e non trovò parole per ribattere alle accuse di Lavrov che, parlando a pochi passi dal numero uno della diplomazia Ue, disse che l’Unione europea era “un partner inaffidabile” che aveva mentito in occasione dell’avvelenamento dell’oppositore russo Alexei Navalny

Al netto delle umiliazioni subite da ministri e alti ufficiali della diplomazia mondiale, il ‘metodo Lavrov’ include anche le frequenti mancanze di rispetto nei confronti dei giornalisti e degli operatori. Per averne una dimostrazione basta guardare questo breve video che immortala il ministro russo prima di un incontro con l’allora omologo tedesco (oggi presidente della Repubblica) Frank-Walter Steinmeier.

Recandosi nella sala dove era fissato il bilaterale, Lavrov incrociò un cameraman dell’agenzia Reuters. “Cosa vuoi?”, gli chiese il ministro di Putin prima di bofonchiare un insulto in lingua russa. Sedutosi sulla poltrona di fronte a Steinmeier, Lavrov aspettò quale secondo prima di cacciare dalla sala gli operatori e i fotografi con un secco “ve ne potete andare!”. 

Dalle parolacce a microfoni accesi agli insulti per telefono ad altri diplomatici, la carriera politica del ministro russo è costellata di ‘incidenti’ di questo tipo. Di qui il compito difficile del ministro italiano Di Maio, che dovrà tenere i nervi saldi davanti a questo tipo di provocazioni.

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