I detenuti producono mascherine: "Ma mancano le macchine da cucire"

In Belgio, tre istituti hanno cominciato a fornire materiale di protezione agli ospedali. Mentre nella Regione di Bruxelles un Comune ha invitato i cittadini con abilità sartoriali a dare una mano contro il coronavirus

In Belgio, i carcerati hanno cominciato a produrre mascherine per aiutare il governo, alle prese con la carenza di scorte mediche. Ma mancano le macchine da cucire. E cosi' la portavoce dell'amministrazione penitenziaria Kathleen Van De Vijver ha lanciato un appello ai cittadini per far fronte a questa carenza.

"Chiediamo a chiunque possieda macchine da cucire industriali o semi industriali di aiutarci", ha detto Van De Vijver. La produzione di mascherine è iniziata in tre carceri del Paese e i prigionieri stanno imparando a cucirle a un ritmo accelerato, tanto da averne prodotto già 11mila. I tessuti di alta tecnologia ci sono, ma mancano per l'appunto le macchine da cucire. 

Sempre in Belgio, nel Comune di Ixelles (che fa parte dell'area metropolitana di Bruxelles) l'amministazione ha messo a disposizione tessuti ed elastici e ha lanciato un appello ai cittadini abili nelle cuciture (e con l'attrezzatura adatta) di aiutare a produrre mascherine. 

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