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Martedì, 25 Giugno 2024
Il caso / Spagna

In Spagna passa la stretta sul lavoro precario (grazie a un voto sbagliato)

Il provvedimento mira a contrastare la precarietà dilagante nel Paese limitando i contratti a tempo determinato

Il governo spagnolo è riuscito ad approvare la tanto attesa riforma del lavoro, promessa in campagna elettorale dal premier Pedro Sanchez, volta a porre fine alla dilagante precarietà dei contratti di impiego. I dissidi interni alla maggioranza di centrosinistra avevano fatto temere per il passaggio del provvedimento concordato dalla ministra del Lavoro, Yolanda Díaz, con sindacati e industriali. A salvare l’esecutivo di Madrid è stato un anonimo deputato del Partito popolare di centrodestra che ha votato per errore a favore del testo.

Lo scrutinio finale parla chiaro: 175 i favorevoli, 174 i contrari. Il pericolo scampato ha fatto esplodere di gioia la maggioranza che sostiene Sanchez, che è riuscito a portare avanti la riforma con il sostegno del partito centrista-liberale Ciudadanos e dell’ignoto deputato popolare. 

Il provvedimento approvato mira a offrire maggiore stabilità al mondo del lavoro che in Spagna ha subito una precarietà crescente, secondo i socialisti dovuta alla precedente legge del 2012 approvata dal governo guidato dal popolare Mariano Rajoy. La riforma limita le tipologie di contratto a termine e incentiva le aziende ad assumere i dipendenti con contratti più stabili o a tempo indeterminato. 

I socialisti di Sanchez avevano fatto della riforma una bandiera politica e non erano esclusi effetti collaterali sulla tenuta dell’esecutivo se la maggioranza fosse andata sotto in Aula. Il provvedimento sulla stabilità dei rapporti di lavoro faceva inoltre parte del pacchetto di riforme promesse da Madrid a Bruxelles nel Piano nazionale spagnolo di ripresa e resilienza.

Ottenere i numeri si è rivelato più difficile del previsto per il governo di coalizione che unisce i socialisti e il partito di sinistra Podemos, ma che si regge anche sui voti dei partiti indipendentisti baschi e catalani, che in questo caso hanno votato contro, sommando il loro no a quello dei popolari e del partito di destra Vox, alleato in Europa con Fratelli d’Italia. Di qui la sorpresa e l’ironia dei giornali spagnoli per la maggioranza salvata dall’errore di un parlamentare.

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