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L'Oms avverte: "L'immunità di gregge per il Covid-19 arriverà dopo il 2021"

Dosi inaccessibili per i Paesi poveri, mancanza di fiducia nel vaccino e potenziali mutazioni del virus smorzano l'ottimismo degli esperti. Che mettono l'accento sulla necessità di uscire tutti assieme dalla pandemia prima di tornare alla normalità

Niente ritorno alla normalità nell’anno appena iniziato. A smorzare le speranze di un rapido superamento dei blocchi dovuti alla pandemia è l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che ha messo l’accento sulla necessità di uscire tutti assieme dalla crisi sanitaria. Le campagne di vaccinazione - partite ormai in tutta l’Europa occidentale, negli Usa e in Cina - non forniranno l'immunità della gregge entro la fine del 2021, hanno fatto notare diversi esperti sanitari, in buona parte a causa del mancato accesso delle dosi per i Paesi poveri. Ma a fermare il ritorno alla normalità sarà anche la mancanza di fiducia nelle dosi immunizzanti e le potenziali mutazioni del virus.

L'immunità di gregge si riferisce alla situazione in cui un numero sufficiente di persone raggiunge l'immunità dall’infezione determinando uno stop efficace alla diffusione della malattia. Il dottor Dale Fisher, presidente della rete di allerta e risposta alle epidemie presso l’Oms, ha detto alla Reuters: “Non torneremo alla normalità rapidamente”. “Sappiamo - ha aggiunto l’esperto - che dobbiamo ottenere l'immunità di gregge”, ma abbiamo bisogno di raggiungerla “nella maggior parte dei Paesi”, prima di uscire dalla situazione di pericolo. “Questo non accadrà nel 2021”, è l’avvertimento lanciato da Fisher.

Secondo l’esperto, anche se alcuni Paesi raggiungeranno l’immunità di gregge, ciò non accadrà ovunque. Il che impedirà il ritorno alla normalità “soprattutto in termini di controlli alle frontiere”, ha concluso il dottor Fisher.

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