Sabato, 25 Settembre 2021
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Gli scienziati avvertono i britannici (e Johnson): nuove misure o saranno 200 morti al giorno

I principali esperti del governo avvertono la popolazione che non è purtroppo permesso rilassarsi, e che il virus non è diventato meno letale e potrebbe tornare a essere pericoloso con l'approcciarsi dell'inverno. Il premier annuncerà a breve nuovi interventi

Il tempo dei rischi, dei tentennamenti e delle strette di mano negli ospedali è finito. Il Regno Unito vuole mostrarsi responsabile nella lotta al coronavirus. Con il numero dei malati in terapia intensiva e dei morti che è a livelli molto bassi la popolazione si sta rilassando troppo e non rispetta le misure di social distancing. Ma il virus continua a diffondersi, anche se in maniera meno grave e letale, e con l'autunno le cose potrebbero cominciare a mettersi di nuovo molto male. Per questo il governo di Boris Johnson sta studiando nuovi interventi per scongiurare gli scenari più cupi, interventi che dovrebbero essere presentati domani.

E per convincere i britannici delle necessità di un'azione radicale (e non certo popolare con il Paese stretto nella morsa della crisi economica), oggi Londra ha lasciato parlare la scienza, i volti noti e stimati dai cittadini, quelli dei due principali consiglieri del governo: il chief medical officer, Chris Whitty, e il chief scientific adviser, Sir Patrick Vallance. In maniera del tutto inusuale i due scienziati hanno fatto un briefing in diretta sulle reti del Paese per spiegare lo stato delle cose e i rischi che sono all'orizzonte se non si correrà ai ripari. Ieri i nuovi positivi sono stati 3.900 e il trend mostra che i casi raddoppiano all'incirca ogni settimana con l'indice R, quello che indica il progredire della diffusione della malattia, che è in crescita. Questo vuol dire che di questo passo il Regno Unito potrebbe tornare a ottobre a un livello di 50mila contagi da coronavirus al giorno, che potrebbero comportare una media di 200 morti quotidiane. Si tratta solo di un worst case scenario, dello scenario peggiore possibile, ma è uno scenario reale e possibile sottolineano, se non si farà nulla.

"Abbiamo letteralmente svoltato un angolo, anche se solo relativamente di recente. A questo punto, le stagioni sono contro di noi. Il tardo autunno e l'inverno avvantaggiano i virus respiratori ed è molto probabile che gioveranno alla diffusione del Covid", ha avvertito Whitty. "Mentre la malattia si diffonde tra i gruppi d'età, ci aspettiamo di vedere che aumentino le ospedalizzazioni e quindi purtroppo anche i decessi. Il messaggio è semplice, il virus non ha cambiato la sua portata e propensione a causare malattia e morte", gli ha fatto eco Vallance, nell'intento di smentire l'idea che ora il Covid-19 sia diventato meno pericoloso.

Certo adesso gli ospedali sono più preparati, esistono dei medicinali, ma le persone più anziane e vulnerabili sono ancora molto a rischio. “Chi crede che violando le regole mette in pericolo solo se stesso sbaglia. Ogni volta che ci si ammala si alimenta la catena dei contagi e quella catena raggiungerà prima o poi persone più fragili” e perciò “questo non è un problema di altri. Questo è un problema di tutti noi", ha detto Whitty. Inoltre, ha aggiunto Vallance, l'idea di aver raggiunto una certa immunità di gregge è purtroppo sbagliata: secondo i calcoli degli esperti a livello nazionale solo l'8% della popolazione potrebbe aver sviluppato gli anticorpi, percentuale che sale al 17% a Londra. “Ma il livello di protezione è decrescente”, ha dichiarato lo scienziato, e quindi non proteggerà chi si è già ammalato per sempre.

Il messaggio arriva all'indomani di una riunione ad hoc convocata da Johnson con lo stesso Whitty e con il Segretario di Stato alla Sanità, Matt Hancock e il Cancellere dello Scacchiere, il responsabile delle Finanze, Rishi Sunak, per discutere di nuove misure dopo le strette locali già imposte di recente in totale a 15 milioni di persone nelle città e nelle contee alle prese con i focolai più allarmanti. Il primo chiede misure più stringenti, con alcuni che parlano anche di un nuovo lockdown di due settimane per dare un colpo al picco dei contagi, e il secondo chiede di tutelare l'economia che è già abbastanza messa male. Starà a Johnson cercare di trovare un punto di incontro tra le due necessità, e il compromesso potrebbe essere una stretta ulteriore sulla vita sociale, con nuove restrizioni per pub e ristoranti, in modo da lasciare almeno la vita continuare nei luoghi di lavoro.

Un nuovo lockdown come quello di aprile sembra però improbabile perché, come hanno sottolineato i due esperti, oltre alle conseguenze sull'economia, anche quelle sulla psiche delle persone e sul trattamento di altre malattie sarebbero devastanti. Una quarantena dura a livello nazionale per Whitty "potrebbe causare danni all'economia che possono sfociare nella disoccupazione, nella povertà, nella privazione, tutti fattori che hanno effetti sulla salute a lungo termine".

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