Volare nella fase due, le compagnie: "Eliminare il sediolino centrale non serve"

L'idea, pensata per assicurare un po' di distanza tra i passeggeri, viene bocciata: "Il distanziamento sociale non è né necessario né praticabile a bordo di un aereo"

Foto archivio Ansa

Anche nella Fase Due negli aerei potremmo doverci ancora sedere nel sediolino di mezzo. L'idea di lasciarlo vuoto è stata annunciata come una delle misure per assicurare il distanziamento sociale nei viaggi da EasyJet e Lufthansa, ma a quanto pare il resto del settore non sarebbe affatto convinto che la cosa possa funzionare.

La lettera ai ministri

Come racconta Politico, in una lettera ai ministri dell'Ue la Airlines for Europe (A4E) ha sostenuto: che "il distanziamento sociale non è né necessario né praticabile a bordo di un aereo". La principale lobby aeronautica di Bruxelles, che rappresenta 16 compagnie aeree, tra cui anche Lufthansa e easyJet, ha sostenuto che è impossibile per gli equipaggi di volo operare un aereo mantenendo una distanza di 2 metri dai passeggeri o tra di loro e che non esiste un modello finanziariamente valido per compagnia aerea che possa permetterle di far volare un aereo pieno solo per due terzi.

Ryanair contraria

Il Ceo di Ryanair, Michael O'Leary, ha definito l'idea "idiota" e ha detto che se la Low Cost sarà costretta a volare con il posto di mezzo vacante, la compagnia addebiterà la perdita al governo o non volerà. Ma la EasyJet ad esempio sosteneva che al di là delle scelte dell'azienda, è chiaro che quando gli aerei potranno tornare a volare, non ci si aspetta certo un flusso di prenotazioni normale, ma molto sotto la media. Per questo l'eliminazione di una fila di sediolini era ritenuta dalla compagnia britannica una scelta fattibile e quasi obbligata. Un sondaggio commissionato da un'altra lobby, la IATA, ha rilevato che il 40% degli intervistati si è detto intenzionato ad aspettare fino a sei mesi prima di salire su un aereo mentre circa il 60 percento ha dichiarato di aspettarsi di essere in volo entro i prossimi due mesi.

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Allo studio nuove pratiche

Intanto il settore sta tentando, insieme ai responsabili dei governi, di mettere a punto un piano che potrebbe ridurre al minimo i rischi per i viaggiatori e l'equipaggio, in vista della ripartenza dei voli. L'Easa, il regolatore dell'aviazione dell'Ue, sta elaborando le sue linee guida per la sicurezza per l'industria e, nel frattempo, gli aeroporti stanno lavorando alle proprie migliori pratiche che richiedono cambiamenti nelle procedure di disinfezione, installazione di strutture di test per il coronavirus negli aeroporti, controlli della temperatura e riorganizzazione dei gate per garantire la distanza minima tra le persone.

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