Londra lancia gli 007 contro i No-vax (ma cerca anche la strada della propaganda positiva)

Da una parte si punterà sulla rimozione dei contenuti e dall'altra su campagne informative. Ma Londra ha incaricato anche le agenzie di spionaggio di combattere la disinformazione proveniente dall'estero

Una manifestazione di negazionisti a Londra - Foto ansa EPA/ANDY RAINFoto

La lotta alla pandemia di coronavirus, passa anche dalla battaglia contro i No Vax e la loro propaganda basata in grandissima parte su disinformazione, come quella che sostiene che i vaccini facciano diventare autistici o che il 5G contribuisca alla diffusione del Covid-19. Il Regno Unito ha deciso di concentrarsi anche su questa battaglia creando un team specifico per combatterla con campagne di informazione, con la lotta alle fake news ma anche incaricando il Government Communications Headquarters (Gchq), l'agenzia governativa che si occupa della sicurezza, nonché dello spionaggio e controspionaggio nell'ambito delle comunicazioni, di lanciare un'offensiva online contro le minacce provenienti dall'estero.

Convincere i britannici

Dopo la buona notizia che ci sono già ben due vaccini che sono efficaci al 90 l'uno e al 94,5 per cento l'altro, la campagna di vaccinazione sarà lanciata il prima possibile, e la disponibilità della popolazione a parteciparvi sarà fondamentale. Il Segretario di Stato alla Salute, Matt Hancock, si è rifiutato di escludere la possibilità che la vaccinazione sia obbligatoria, "dobbiamo vedere cosa succede e regolarci di conseguenza", ha detto. Ma la speranza è che non si debba arrivare a tanto. Un recente sondaggio di YouGov suggerisce che circa un quinto dei britannici non voglia prendere la dose, anche se solo il 4% ha affermato che è perché non si fida del farmaco della Pfizer mentre il 2% ha dichiarato di essere contrario alle vaccinazioni in generale.

La propaganda non basta

Il governo di Boris Johnson spera di far scendere queste percentuali ancora di più grazie alla propaganda positiva, ma potrebbe non bastare. “Non puoi fare una campagna di una settimana e sperare che tutto sia normale. Non vuoi arrivare a una situazione in cui abbiamo un vaccino pronto per il lancio e il 25% della popolazione che si rifiuterà di prenderlo. Ciò minerebbe l'intero programma”, ha avvertito Jamie Njoku-Goodwin, che è stato consigliere speciale di Hancock per la risposta alla crisi del coronavirus.

Arruolati gli 007

Londra è quindi intenzionata a passare al contrattacco e per questo si avvarrà anche dell'aiuto dell'agenzia di spionaggio, che secondo quanto riporta il Times starebbe utilizzando un kit di strumenti sviluppato per contrastare la disinformazione e il materiale di reclutamento distribuito dallo Stato Islamico. “Al Gchq è stato chiesto di far sparire gli anti-vax dalle piattaforme online e dai social media. Ci sono modi che hanno usato per monitorare e interrompere la propaganda terroristica", ha dichiarato una fonte del governo al giornale. A quanto pare queste tattiche si concentrano sulla rimozione di contenuti ostili collegati ad alcun Stati, e sull'interruzione delle operazioni dei cyberattori responsabili della propaganda, inclusa la crittografia dei loro stessi dati in modo che non possano accedervi e il blocco delle comunicazioni reciproche.

Sospetti sulla Russia

Londra riterrebbe la Russia di Vladimir Putin all'origine di un'alta percentuale di disinformazione sul coronavirus, e su minacce come questa si dovrebbe concentrare l'agenzia di spionaggio a cui non è legalmente consentito interrompere i contenuti online scritti da comuni cittadini britannici. Ma anche la lotta alla disinformazione proveniente dall'estero non sarà semplice, in quanto, sempre per questioni legali, il Regno Unito non può attaccare i siti web con sede negli Stati Uniti o nelle altre nazioni dell'alleanza per l'intelligence Five Eyes, cioè Australia, Canada e Nuova Zelanda, dove può al massimo chiedere l'intervento delle agenzie partner.

L'unità speciale

Inoltre l'unità di risposta rapida del governo è stata rafforzata con un'unità di contro-disinformazione, che riunisce personale di diversi dipartimenti per capire come combattere le fake news. I ministri ottengono rapporti settimanali sulle tendenze del coronavirus online che sollevano molte delle folli teorie che stanno guadagnando terreno come quella secondo cui i bambini saranno vaccinati senza il consenso dei genitori, che l'esercito costringerà le persone a vaccinarsi, che le persone che hanno preso parte alla sperimentazione sono morte, e addirittura che il vaccino potrebbe rischiare di trasformare gli umani in scimpanzé.

Il ruolo dei social media

Anche a giganti online come Google, Facebook e Twitter è stato chiesto di fare la loro parte. A questo scopo le aziende avranno incontri mensili con funzionari governativi almeno una volta al mese per fornire un aggiornamento sul loro lavoro e saranno ritenute responsabili. A loro verrà chiesto di non trarre profitto dai contenuti anti-vax, che i post pericolosi siano rimossi rapidamente e che vengano potenziate le squadre di monitoraggio. Un problema a parte è posto da WhatsApp, la cui messaggistica è crittografata. "Su Facebook e Twitter la disinformazione è pubblica. Puoi vederla, puoi trovarla, puoi seguire la fonte e puoi screditarla. Quando si tratta di WhatsApp, niente di tutto ciò è possibile", ha l'ex consigliere del Dipartimento della Salute Njoku-Goodwin.

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