Conte ai leader Ue: “Sono un professore”. Le risposte: “Embè? Io un pompiere”, “e io un saldatore”

Il presidente del Consiglio al Summit ha protestato contro il modo in cui si svolgevano le trattative rivendicando il suo Cv. Quello bulgaro e quello svedese hanno a loro volta rivendicato il proprio, meno prestigioso, richiamando l'italiano: "Non è così che si negozia"

Il curriculum è importante certo, ma i titoli accademici non bastano a trasformare un uomo in un politico. Al Summit Ue il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sembra abbia appreso proprio questa lezione. Durante la discussione sui migranti il premier, che minacciava di bloccare le conclusioni se il punto di vista dell'Itala non fosse stato ascoltato, si sarebbe spazientito per il modo in cui si svolgevano le trattative, rivendicando di essere “un professore di legge”, e quindi di essere esperto su come le leggi si discutono e si approvano.

Ma la cosa non ha certo impressionato gli altri capi di Stato e di governo, che anzi gli hanno risposto per le rime. In particolare, secondo quanto riportato sia dal Guardian che da Politico, sarebbero stati il premier bulgaro e quello svedese a controbattere Conte, sbeffeggiandolo rivendicando i loro curriculum molto meno prestigiosi. Il primo, il popolare Boyko Borissov, gli avrebbe risposto secco: “Beh, io ero un pompiere, ma comunque non è questo il modo di negoziare”. Lo svedese, il socialista Stefan Löfven, invece ha rivendicato di essere stato un saldatore prima di entrare in politica e ha criticato a sua volta il modo in cui l'italiano si stava comportando.

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Quello che gli hanno fatto notare gli altri capi di Stato e di governo, al di là delle frecciate, è che il Consiglio europeo non produce leggi, ma conclusioni, che sono frutto di trattative e compromessi. E il modo di condurre queste trattative e raggiungere compromessi non si impara certo all'università.

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