Allarme nuove sanzioni alla Russia: già quelle vecchie ci costano 3 miliardi di euro all'anno, accusa Coldiretti

Le nuove tensioni Trump-Putin per le presunte ingerenze elettorali russe porteranno a breve a nuove sanzioni e contro-sanzioni. "Un'escalation preoccupante", accusa Coldiretti, per un paese come l'Italia che già perde miliardi di esportazioni all'anno

EPA/SERGEI ILNITSKY / POOL

I conti sono presto fatti, e sono dolorosi per il Made in Italy: le esportazioni in Russia nel 2017 sono state "di poco inferiori agli 8 miliardi di euro nel 2017" contro gli 11 miliardi del 2013, l'ultimo anno prima dell'entrata in vigore delle sanzioni europee per l'annessione della Crimea e delle controsanzioni russe. Un vuoto di circa 3 miliardi, accusa oggi Coldiretti in un comunicato, che rischia di allargarsi con le ritorsioni promesse dal Cremlino alle nuove sanzioni Usa. Un nuovo blocco dell'import previsto in un disegno di legge che limiterà ulteriormente le importazioni di alcol, tabacco, generi alimentari e prodotti agricoli dagli Stati Uniti e da quei paesi che sostengono la decisione di Trump. 

Coldiretti: "C'è una escalation preoccupante"

"Una escalation preoccupante", sottolinea Coldiretti, che viene dopo la decisione dell'agosto 2014 di proibire l’ingresso in Russia di frutta e verdura, formaggi, carne e salumi ma anche pesce, provenienti da Ue, Usa, Canada, Norvegia ed Australia. "Il risultato – precisa Coldiretti – è stato che per questi prodotti agroalimentari le spedizioni italiane in Russia sono già state completamente azzerate. Un blocco dannoso per l’Italia anche perché al divieto di accesso a questi prodotti – insiste Coldiretti – si sono aggiunte le tensioni commerciali che hanno ostacolato di fatto le esportazioni anche per i prodotti non colpiti direttamente, dalla moda alle automobili fino all’arredamento". 

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Oltre alle sanzioni la beffa dei prodotti di imitazione

E non finisce qui, accusa l'associazione di agricoltori. "Alle perdite dirette subite dalle mancate esportazioni italiane in Russia si sommano poi quelle indirette dovute al danno di immagine e di mercato provocato dalla diffusione sul mercato russo di prodotti di imitazione che non hanno nulla a che fare con il Made in Italy. Ora la nuova guerra fredda – conclude Coldiretti - rischia di fermare l’inversione di tendenza negli scambi commerciali che ha portato nel primo bimestre del 2018 ad un aumento del 6,6% delle esportazioni italiane nel Paese di Putin".

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