Venerdì, 18 Giugno 2021
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La Cina contro le regole anti-dumping dell'Ue: “Violano le disposizioni del Wto”

Pechino insiste per ottenere il riconoscimenti di economia di mercato, cosa che sia l'Unione europea che gli Stati Uniti le negano

Il presidente cinese Xi Jinping con Juncker e Mogherini © European Union , 2016 / Source: EC - Audiovisual Service / Photo: Enzo Zucchi

Le nuove regole antidumping messe a punto dall'Unione europea non piacciono a Pechino. La Cina, che dallo scorso dicembre è diventata membro a tutti gli effetti dell'Organizzazione mondiale del Commercio, chiede a Bruxelles il rispetto dei principi fissati dal Wto. Il ministero del Commercio cinese, per bocca del portavoce Gao Feng, ha fatto sapere di ritenere che le nuove norme mostrano una mancanza di consapevolezza delle regole dell'Organizzazione. Il riferimento è all'accordo raggiunto a Strasburgo lo scorso 3 ottobre tra i negoziatori del Parlamento europeo e del Consiglio in merito alla proposta adottata dalla Commissione nel novembre 2016, che modifica la legislazione antidumping e antisovvenzioni della Ue. L'obiettivo, seppur non esplicitamente dichiarato, è chiaramente la Cina in quanto nel dicembre sono scaduti i quindici anni dall'ingresso di Pechino nel Wto, data entro cui, nell'interpretazione delle regole di Pechino, era prevista l'attribuzione dello status di economia di mercato che prima era negato. Questo ha fatto sì che le regole per riconoscere il dumping, la pratica di vendere merci a prezzi molto inferiori a quelli del mercato, grazie ad esempio al sostegno statale, dovessero essere aggiornate alla nuova situazione.

I requisiti Wto

Il ministero di Pechino ha sollecitato l'Unione a rispettare i requisiti previsti dal Wto. In particolare, tra le modifiche approvate a livello europeo figura l'introduzione di una nuova metodologia per calcolare i margini di dumping delle importazioni da Paesi terzi in presenza di forti distorsioni del mercato o di un'influenza penetrante dello Stato sull'economia. Contro le posizioni dell'Ue si era espressa già all'indomani della decisione l'agenzia Xinhua, che aveva definito l'intesa un sostanziale ritorno al protezionismo commerciale.

Status di economia di mercato

Pechino, sempre attraverso Gao, ha criticato anche il mancato riconoscimento di Pechino come economia di mercato da parte degli Stati Uniti. Il dipartimento del Commercio Usa ha imposto in via preliminare, lo scorso agosto, un dazio anti-sussidio del 17 per cento sull'81 per cento dei fogli di alluminio importati dal colosso asiatico. Il dipartimento assumerà una decisione definitiva in merito alle tariffe anti-dumping e all'eventuale classificazione della Cina come "economia non di mercato" il prossimo 30 novembre. Per Pechino si tratta di un riflesso di una mentalità "da guerra fredda", ha affermato Gao Feng. L'alto funzionario ha anche sottolineato che la definizione di economia non di mercato non esiste per il Wto. Sul punto però Bruxelles e Washington concordano. Anche l'Unione europea non ha ancora ufficialmente riconosciuto la Cina come economia di mercato.

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