Spinelli e non spumante per festeggiare il capodanno in California: il più importante Stato Usa legalizza l'erba

Dal primo gennaio permesso il consumo legale di cannabis in California, punto di svolta per il movimento mondiale pro-legalizzazione. Un giro d'affari miliardario ma anche un potenziale cortocircuito legale.

EPA/Andres Cristaldo

Niente spumante, ma spinelli per festeggiare il nuovo anno in California. Dal primo gennaio il consumo di erba a scopri ricreativi diventa legale nel più popoloso ed economicamente potente Stato degli Usa. La California diventa il più grande mercato legale di marijuana al mondo, una novità che farà felici i profeti della liberalizzazione, segnando forse il punto di non ritorno nel processo globale di legalizzazione, ma che avrà anche delle ripercussioni politiche, ecoomiche e sociali dentro e fuori il paese. 

Sì al Referendum nel giorno di Trump

I californiani, dopo un primo tentativo andato a mal fine nel 2010, hanno approvato l'anno scorso un referendum per legalizzare l'erba. Al voto lo stesso giorno delle elezioni in cui gli States consegnarono le chiavi della Casa Bianca a Donald Trump, un fattore che, come vedremo, potrebbe incidere anche sugli spinelli liberi.

Un'oncia a testa

Grazia a quel voto, dal primo gennaio 2018 chi ha più di 21 anni potrà comprare un'oncia, 28,5 grammi, di cannabis per persona nei negozi autorizzati. Il possesso consentito è pari alla stessa quantità mentre in casa di potranno coltivare un massimo di 6 piante d'erba. Non si potrà fumare in pubblico e nemmeno a 300 metri da scuole o parchi infantili, una norma peraltro in linea con le draconiane misure anti-tabacco in vigore nello Stato. Non si potrà nemmeno fumare e guidare e non si potrà portare con sé la droga al di fuori dei confini della California, nemmeno oltrepassando le frontiere con Oregon e Nevada, Stati che già hanno legalizzato il consumo ricreativo. 

Un giro d'affari miliardario

Quanto alle tasse, lo Stato farà suo il 15% dei proventi della vendita, un balzello a cui si potranno sommare imposte locali fino a un massimo del 10%. Ogni pianta coltivata dovrà essere identificata. San Francisco e San Diego hanno già dato decine di autorizzazioni per la vendita del prodoto, mentre Los Angeles è ancora al palo ed inizierà a dare le licenze a gennaio, ritardando di fatto l'entrata in vigore della legge. 

Che giro d'affari ci si aspetta? I conti si faranno a fine 2018, per ora siamo alle speculazioni con una forchetta che, secondo diversi studi di mercato, va dai 5,8 miliardi di dollari agli 11 miliardi. Di questi, un miliardo di dollari dovrebbe finire all'erario californiano, una manna per delle casse statali sempre in rosso.

Cortocircuito legale

Con la apertura del mercato in California, verranno molto probabilmente al pettine le contraddizioni che ruotano intorno alla marijuana el suo status legale negli States. L'erba è considerata dal Governo federale una sostanza illegale al pari della cocaina e dell'eroina, ma al tempo stesso è legale in 8 Stati del paese, che, dal Colorado nel 2012, hanno approvato dei referendum per legalizzarla. Per aumentare ancora un po' la confusione legale, in questi 8 Stati ci sono città gestite da politici 'obiettori di coscienza' in cui l'uso di cannabis è alegale, cioè non si può consumare. In sostanza l'FBI può arrestare chiunque venda e compra erba anche se ha uno scontrino in mano e ha appena contribuito con le sue tasse ad aiutare l'erario del suo Stato, in cui è legale. 

Questo potenziale cortocircuito legale è stato per ora evitato dall'attitudine passiva del Dipartimento di Giustizia sotto il governo Obama. Ora però l'aria e forse anche il fumo è cambiato a Washington e il nuovo Procuratore generale voluto da Trump, Jeff Sessions ha promesso la mano dura: a fine novembre ha dichiarato che la legge va applicata e che considera l'erba illegale. In sostanza su chi andrà in coffee shop in California peserà una spada di Damocle non da poco, quella di Sessions. 

In California, un esperimento globale

Il problema, e la forza, per la California sono le dimensioni: ha un mercato di 39 milioni di persone, ossia 5 volte superiore a quello dello Stato di Washington, 7,5 milioni, il più grande degli otto che legalizzano l'erba (gli altri sono il pioniere Colorado, Oregón, Nevada, Alaska, Washington DC e Massachusetts e Maine che apriranno i coffee shop nel 2018).

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Ma la California non pesa solo in patria, anche nel pianeta: è la quinta economia del globo, una potenza, se non la potenza culturale su scala mondiale, confina con il Messico (da valutare con mano gli effetti sul narcotraffico) e i suoi porti sono aperti alla Cina. Legalizzare l'erba da quelle parti rischia di diventare un esperimento mondiale, la prova finale per la legalizzazione. Con tutti i timori e le fobie che tale parola genera ancora in molti governi.

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