Domenica, 14 Luglio 2024
Il caso / Germania

La cacciatrice di neonazisti condannata a 5 anni di carcere

Lina Engel avrebbe preso parte ad almeno sei attacchi a colpi di martello e manganelli contro presunti militanti di estrema destra, due dei quali ridotti in fin di vita

Per l'estrema sinistra tedesca è un'eroina. Per il tribunale di Desdra, è una criminale che avrebbe organizzato e messo in atto almeno sei violenti attacchi contro presunti esponenti neonazisti, di cui due ridotti in fin di vita a colpi di martello e manganelli. Per questo, la 28enne Lina Engel è stata condannata a 5 anni e tre mesi di carcere. Con lei, sono stati condannati, con pene meno server, altri tre membri della Baader-Meinhof, questa organizzazione della sinistra radicale che fin dagli anni '70 si è distinta nel Paese per le sue attività di guerriglia urbana. E che negli ultimi tempi si è specializzata nella caccia ai neonazisti.

I giustizieri di sinistra

Secondo quanto stabilito dalla sentenza, Lina Engel e i suoi compagni avrebbero compiuto almeno sei attentati tra il 2018 e il 2020: neonazisti o persone che sospettavano fossero neonazisti sono state attaccate con martelli, manganelli e spray al peperoncino. Tredici persone sono rimaste ferite, di cui due in maniera grave. Non è chiaro se tutte le vittime siano o meno militanti dell'estrema destra tedesca. Di sicuro, tra loro ci sono affiliati a un gruppo neonazista su cui è in corso un'altra inchiesta della magistratura: l'accusa a questo gruppo è di avere pianificato una serie di omicidi di leader della sinistra radicale.

L'estremismo di destra è un fenomeno in crescita in Germania, e anche per questo il caso di Lina E. sta facendo discutere e dividere gli opinionisti. "La polizia e la magistratura tedesche non hanno agito con sufficiente successo contro l'estremismo di destra negli ultimi decenni - dice il politologo Hajo Funke - Parte di questo estremismo di sinistra avrebbe potuto essere evitato se le escrescenze di estrema destra fossero state affrontate meglio", aggiunge Funke, precisando che la violenza va sempre condannata.

Secondo la ministra degli Interni tedesca Nancy Faeser, il processo contro Lina E. mostra che anche gli estremisti di sinistra pronti a usare la violenza rappresentano un "pericolo considerevole" e che "in uno Stato democratico non c'è posto per i giustizieri solitari". I crimini attribuiti alla sinistra radicale sono di solito manifestazioni che sfuggono di mano, ma il caso di Lina Engel è un esempio di un nuovo sviluppo: "Da qualche tempo all'interno del movimento si stanno formando gruppi clandestini che si isolano e attaccano i loro oppositori politici con estrema brutalità e dopo un'attenta pianificazione", ha dichiarato Thomas Haldenwang, capo dei servizi di sicurezza. Haldenwang sottolinea che i radicali di sinistra stanno ora attaccando le loro vittime nelle loro sfere private o sul lavoro. "Non ci sono quasi limiti alla violenza, i freni sono allentati ed è una fortuna che finora non si siano verificati decessi".

Lina Libera

Anche se all'interno del movimento di sinistra radicale non tutti approvano è la svolta violenta della della Baader-Meinhof, c'è un aperto sostegno a Lina E. Alla lettura della sentenza, diverse persone erano presenti in Aula per applaudire la giovane militante. Nella sua città natale di Lipsia, non è raro imbattersi in graffiti con la scritta "Lina libera" e nelle ultime ore ci sono stati già degli scontri tra i sostenitori della donna e la polizia.

Le autorità tedesche temono che il peggio possa arrivare nei prossimi giorni. Sabato prossimo è stato dichiarato dagli estremisti di sinistra il 'Giorno X', giorno della protesta. Su Indymedia, piattaforma online usata dalla radicale di sinistra, da febbraio c'è un appello: provocare un milione di euro di danni per ogni anno di carcere che ricevono Lina E. e altri 'antifascisti'. Dove esattamente non è chiaro, ma ci sono dei suggerimenti: "strutture di neonazisti", ma anche istituzioni statali, "autorità di oppressione" e aziende che lavorano con loro.

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