Bruxelles "città sicura per il 5G", vuole ospitare il centro Ue per la lotta alle minacce informatiche

La capitale del belgio ha avanzato la sua candidatura per diventare la sede dell'ente. Un rapporto di I-Com mostra però che l'utilizzo della nuova tecnologia in Europa è veramente minimo

Foto Ansa Andy Rain

La città di Bruxelles, e nello specifico la municipalità di Evere, si è candidata a diventare la sede dell'European Cybersecurity Competence Center (Eccc), la futura agenzia comunitaria per la cyber sicurezza.

La candidatura

“È chiaro che l'Ue sta cercando un ambiente sicuro per ospitare il centro, soprattutto in termini di connettività e 5G. La nostra candidatura può garantire questi elementi ”, ha garantito Pascal Smet, Segretario di Stato della Regione della capitale del Belgio. Come ricorda il Brussels Times l'arrivo del 5G è stato rallentato nel Paese a causa di forti disaccordi e scontri sia a per questioni sia di salute che economiche. Inizialmente Bruxelles era stata esclusa dalla tecnologia poiché gli standard sulle radiazione della città sono molto più severi di quanto richiesto dalle linee guida dell'Ue e dell'Oms. Gli operatori sanitari hanno anche esortato il governo a essere cauto poiché la sicurezza dell'esposizione al 5G "non è mai stata dimostrata", sostenendo che "le prove della sua nocività si stanno accumulando". Alla fine però il via libera è arrivato e ora le istituzioni della regione assicurano che "le autorità, gli operatori e le imprese belghe sono impegnate a garantire la connettività 5G", aggiungendo che Bruxelles è "pienamente impegnata verso le tecnologie mobili di prossima generazione".

Europa indietro nell'utilizzo del 5G

In generale in Europa la diffusione di questa tecnologia è davvero però alle fasi primordiali e la utilizzano solo 779 persone ogni 100mila abitanti. Lo ha rivelato un rapporto dell’Istituto per la Competitività (I-Com) dal titolo “Il 5G per rilanciare l’Italia in sicurezza”, secondo cui le cifre europee sono ben al di sotto di quelle di altri Paesi avanzati nei quali si registra un numero ben più elevato di cittadini che utilizzano servizi di quinta generazione. A guidare la classifica è la Corea del Sud con 16.744 utenti ogni 100mila abitanti, seguita dalla Cina con 12.790. Più indietro si collocano gli Stati Uniti che si trovano nella seconda parte della graduatoria con poco più di 2.300 utilizzatori di 5G. Per questo il rapporto di I-Com sostiene che è importante per l’Italia e l’Europa non ridurre, ma anzi potenziare, lo sforzo complessivo in termini di investimenti, oer non perdere questo treno di innovazione. In quest’ottica, afferma lo studio, emerge la necessità per i Paesi dell’Unione europea di premere sull’acceleratore sia dal lato dell’offerta di servizi attrattivi per gli utenti, che soprattutto dal punto di vista dell’infrastrutturazione.

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