Brexit, ora il Regno Unito teme di finire “come la Norvegia”

Il ministro degli Esteri Boris Johnson, uno dei più decisi sostenitori dell'uscita dall'Ue, avrebbe confessato ai suoi di temere che il risultato del refendum possa essere ribaltato dagli accordi con Bruxelles

Il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson

E se il Regno Unito seguisse l'esempio della Norvegia, fuori dall'Unione europea ma con strettissimi rapporti commerciali con Bruxelles e persino membro dell'area Schengen? Per il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson, uno dei più decisi sostenitori di Brexit, sarebbe un disastro politico. E in uno scenario del genere, preferirebbe “che restassimo anzichè lasciare così". 

Questi, secondo il Sun, sarebbero i timori che l'ex sindaco di Londra avrebbe confessato ai suoi. Parole, vero o meno che siano, che arrivano pochi giorni dopo le preoccupazioi sollevate da un altro leader della Brexit, l'eurodeputato Nigel Farage. Per entrambi, il primo accordo sottoscritto dal governo May e dall'Ue lascia aperti degli scenari preoccupanti. Tanto che Farage ha lanciato l'ipotesi di un secondo referendum per frenare i tentativi di chi vorrebbe “annacquare” l'uscita del Regno Unito dall'Ue. 

No a modello Norvegia

Secondo quanto riporta il Sun, Johnson avrebbe confessato ai suoi che l'accordo su Brexit con Bruxelles è tutt'altro che chiuso e che la battaglia per portarlo a termine è ancora lunga. "Accettare i diktat di Bruxelles trasformerebbe il Regno Unito in un'altra Norvegia", avrebbe detto Johnson. E in uno scenario di 'soft Brexit', avrebbe aggiunto, "preferirei che restassimo anzichè lasciare così". 

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Oggi a Bruxelles intanto, il capo negoziatore della Ue su Brexit, Michel Barnier, incontrerà una delegazione di parlamentari britannici, sia conservatori che laburisti, favorevoli alla permanenza del Regno Unito nell'Ue. 

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