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Giovedì, 22 Febbraio 2024
Effetto Brexit: numeri in aumento / Regno Unito

Se andate in Inghilterra, vi possono rimandare indietro (già in aeroporto)

I respingimenti di europei alla frontiera dopo la Brexit sono quintuplicati, arrivando a 11.600 nei primi nove mesi di quest'anno. La prima cosa da ricordare è che non si può più viaggiare con la carta d'identità

Sono sempre più gli europei bloccati all'aeroporto al loro arrivo nel Regno Unito e rimandati indietro, alcune volte anche dopo essere stati trattenuti ore, se non giorni, per un controllo. Secondo i dati del Ministero dell'Interno se nei primi tre trimestri del 2019, cioè prima della Brexit, erano state respinte alla frontiera poco più di 2.200 persone provenienti dall'Unione europea, nello stesso arco di tempo del 2023 sono stati ben 11.600. Addirittura il numero di cittadini tedeschi respinti è aumentato di cinque volte, passando da 80 nell'intero 2019 a 411 nell'anno che terminerà a settembre 2023. Nello stesso periodo il numero di francesi respinti alla frontiera è passato da 92 a 426.

Questi dati mostrano l'impatto della fine della libera circolazione dopo il divorzio da Bruxelles, ma sollevano anche alcuni interrogativi sulla severità dei funzionari delle forze di frontiera, visto che l'accordo tra l'Ue e il Regno Unito consente comunque a tutti i cittadini di viaggiare liberamente per sei mesi sull'isola senza visto, e ai britannici in Europa fino a 90 giorni in un periodo di 180 giorni. La libertà per i cittadini dell'Ue di entrare nel Regno Unito per lavorare, vivere, studiare o andare in pensione è terminata il primo gennaio 2021 a seguito della Brexit.

Come ricorda The Guardian, nell'estate del 2021 è emerso che la discrezionalità dei funzionari di frontiera di rifiutare l'ingresso ai cittadini dell'Ue veniva applicata in modo severissimo, con passeggeri rinchiusi o espulsi. Molti passeggeri hanno ammesso di essere confusi sulle regole post-Brexit, ma sono stati sottoposti a esperienze traumatiche: una donna spagnola è stata mandata al centro di detenzione per immigrati per tre giorni solo perché pensava di poter entrare nel Regno Unito per cercare lavoro come si faceva un tempo.

Dopo le crescenti critiche rivolte al Ministero dell'Interno, sono state fornite alle forze di frontiera indicazioni rivedute per il rilascio di un permesso speciale, laddove possibile, piuttosto che la detenzione. Grazie al pagamento di una cauzione si consente ai cittadini di entrare nel Paese a condizione di uscirne entro i tre mesi previsti. Uno dei motivi per cui spesso si viene rimandati indietro alla frontiera, è che dall'ottobre 2021 i cittadini dell'Ue sono obbligati a mostrare il passaporto, e la carta d'identità non è più valida come un tempo per viaggiare. L'unica eccezione può essere fatta per coloro che hanno lo status di "settled", cioè il permesso di soggiorno permanente per migranti, o il "pre-settled" che è stato concesso a coloro che sono entrati nel Paese per lavorare prima della Brexit. Ma soltanto fino alla fine del 2025, quando questa eccezione finirà.

Come riporta il quotidiano britannico, la Romania è il Paese con il maggior numero di cittadini respinti nei porti e negli aeroporti. Nel 2019 le forze di frontiera avevano rifiutato l'ingresso a 1.376 rumeni, poi nel 2021, l'anno successivo alla Brexit, il numero di respingimenti è salito a poco meno di 10mila, per poi scendere a poco meno di 8mila nel 2022. La Bulgaria ha registrato il secondo più alto aumento di respingimenti dal 2019, passando da 143 nel 2019 a 1.345 nell'anno fino a settembre 2023.

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