Brexit, Londra dice addio anche all'Erasmus. Accademici: "Furto alle giovani generazioni"

La decisione della Camera dei Comuni. Che ha detto no anche all'impegno di accogliere i minori rifugiati non accompagnati. Proteste nel Regno Unito

Basta all'Erasmus per studenti, accademici e giovani imprenditori. E stop all'obbligo di accogliere i minori rifugiati non accompagnati. E' quanto ha deciso la Camera dei Comuni del Regno Unito, che sta definendo il pacchetto di leggi per l'uscita dall'Unione europea a partire dal 1 febbraio 2020. Una decisione che sta scatenando forti proteste nel Paese, secondo quanto riportano i media.

L'indignazione è scattata innanzitutto sull'Erasmus+, il programma di scambi culturali tra studenti (ma anche tra professori, ricercatori e giovani imprenditori) che Bruxelles porta avanti con successo da anni e che coinvolge anche Paesi extra-Ue. Il Regno Unito, pertanto, avrebbe potuto mantenere la sua partecipazione al programma. Ma per i brexiteer duri e puri come il premier Boris Johnson, anche l'Erasmus è un simbolo dell'Ue che va abbattuto. E cosi', con 344 voti a favore e 254 contrari, i deputati di Sua Maestà hanno detto no alla "New Clause 10" del disegno di legge sulla Brexit, che, qualora fosse passata, avrebbe imposto al governo di continuare a negoziare la piena appartenenza nel Regno Unito al programma Erasmus+ anche dopo il 2020. Con il voto contrario, invece, il governo avrà mani libere e potrà decidere di inserire o meno la partnership sull'Erasmus nel nuovo accordo da negoziare con Bruxelles, quello sui futuri rapporti commerciali con l'Ue. 

Va detto anche che il voto della Camera dei Comuni dovrà essere ratificato dalla Camera dei Lord. Ma l'addio all'Erasmus (momentaneo o meno) sembra ormai cosa fatta. E ha scatenato le proteste di diversi esponenti dell'opposizione, ma soprattutto del mondo accademico. Il grande storico britannico Simon Schama ha scritto su Twitter: "Questa è una decisione miserabile, un furto alle giovani e future generazioni". L'accademico Paul Bernal a sua volta ha aggiunto: "Tutti quelli che sanno minimamente cosa sia l'Erasmus, sanno che quella del governo è una decisione diabolica, miope e controproducente. Tipico della Brexit". Stando agli ultimi dati disponibili, sono oltre 17mila gli studenti britannici che partecipano all'Erasmus, mentre il Paese ne ha accolti, nel 2017, circa 30mila.

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Le polemiche sulla legge per la Brexit non riguardano solo l'Erasmus. Tra le decisioni di Westminster Sulla Brexit c'è anche quella di venire meno all'impegno preso con l'Ue per l'accoglienza dei minori rifugiati non accompagnati che sbarcano in Europa (come in Italia o in Grecia), ma che hanno un genitore o un parente del Regno Unito. Da febbraio, il Regno Unito deciderà caso per caso se consentire a un bambino di riabbracciare i propri cari che vivono nell'ormai ex Paese Ue.

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