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Foto Ansa - EPA/OMER MESSINGER

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Berlino 'bandisce' l'uso di parole come "stranieri" o "immigrati illegali"

Secondo un vademecum destinato ai dipendenti pubblici i primi dovranno essere chiamati "abitanti senza cittadinanza tedesca", i secondi "migranti senza documenti". Al posto del "cambio di genere" si dovrà parlare poi di "allineamento di genere"

A Berlino non ci saranno più “stranieri”, “immigrati illegali” e “cambiamenti di genere”. Almeno non nel vocabolario usato dai funzionari pubblici della capitale della Germania. L'amministrazione di centrosinistra, guidata dal sindaco socialdemocratico Michael Müller, ha distribuito ai suoi funzionari un testo di 44 pagine che contiene le linee guida per l'utilizzo di un linguaggio “sensibile alla diversità”.

Come racconta il Times il testo contiene tutta una serie di espressioni alternative da utilizzare per evitare quelle ritenute politicamente scorrette. E così gli "stranieri" saranno da ora chiamati "abitanti senza cittadinanza tedesca", gli "immigrati illegali" saranno "migranti privi di documenti" mentre i richiedenti asilo e i rifugiati sarano "persone che richiedono protezione" o "persone protette". Invece le "persone con un background migratorio" dovranno essere indicate come "persone con una storia internazionale". E ancora, per rispettare anche la diversità sessuale non si potrà più parlare di “cambiamento di genere” ma di “allineamento di genere”. Addirittura non si potrà più dire schwarzfahren, che letteralmente vuol dire “viaggiare in nero” ed è una sorta dell'equivalente dell'italiano “fare i portoghesi” per definire chi prende i mezzi pubblici senza pagare il biglietto.

Queste linee guida, che non saranno imposte e i funzionari non rischiano multe o provvedimenti se non le rispettano, sono solo le ultime di una serie di misure adottate dalla città, governata da una coalizione formata dai socialdemocratici della Spd, dalla sinistra Linke e dai Verdi, per incoraggiare i suoi dipendenti pubblici ad adattarsi al fatto ch estranieri e migranti rapprsentino ormai il 35% dei 3,8 milioni di abitanti rispetto al 25% del 2009.

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