"Procedura d'infrazione contro la Germania", Bruxelles pronta allo scontro con Berlino sulla Bce

In una lettera, la presidente von der Leyen non esclude la possibilità di usare il pugno duro qualora il governo tedesco dovesse sfilarsi dal programma di acquisto di titoli di Stato promosso da Francoforte sia con Draghi che, più recentemente, con Lagarde

Da sinistra Christine Lagarde, Angela Merkel e Ursula von der Leyen

La Commissione europea potrebbe aprire una procedura d'infrazione nei confronti della Germania qualora, in seguito alla sentenza della Corte costituzionale tedesca, il governo di Berlino dovesse venir meno ai suoi impegni sull'acquisto dei titoli di Stato da parte della Bce, contravvenendo di fatto al pronunciamento della Corte Ue sullo stesso tema. E' quanto emerso dalla lettera che la presidente Ursula von der Leyen ha inviato in risposta a una interrogazione dell'eurodeputato verde Sven Giegold. 

L'interrogazione riguardava  la sentenza emessa il 5 maggio dalla Corte costituzionale federale tedesca sul programma della Bce di acquisto di titoli di Stato dell'Eurozona, che Mario Draghi aveva avviato nel 2015. La Corte costituzionale di Karlsruhe ha sostanzialmente accusato la Corte di Giustizia dell'Ue di abuso di potere (usando la definizione "ultra vires"), per aver considerato legittimo l'operato della Bce in una sua sentenza pregiudiziale del 2018 riguardo a un ricorso tedesco. I giudici costituzionali tedeschi hanno così praticamente invalidato gli effetti in Germania della sentenza pregiudiziale, che hanno anche definito "assolutamente incomprensibile", "obiettivamente arbitraria", e "metodologicamente non giustificabile"

A detta di von der Leyen, il verdetto dei giudici costituzionali di Karlsruhe "apre delle questioni che toccano il cuore della sovranità europea", questioni "che non solo sono importanti per la politica monetaria dell'Unione, ma anche per lo stato di diritto nell'Ue". Il fatto è, secondo la numero uno della Commissione, che "il diritto Ue ha la precedenza sul diritto nazionale, e ovviamente le sentenze della Corte europea sono vincolanti per tutti le corti nazionali. L'ultima parola sul diritto Ue ce l'ha sempre la Corte europea di Lussemburgo". 

Von der Leyen spiega che la Commissione è intenta ad analizzare nel dettaglio la sentenza "lunga oltre 100 pagine" della Corte costituzionale federale. Dopodiché, appunto, la valutazione di una possibile procedura d'infrazione. "L'Unione europea è una comunità di valori e di diritto, che conserveremo e difenderemo in ogni tempo e in ogni direzione: è questo quello che ci tiene insieme", conclude la presidente. Nella lettera che Giegold, esponente di punta dei Verdi Ue e membro della commissione Finanze del Parlamento europeo, aveva inviato oggi stesso a von der Leyen si affermava tra l'altro che "la Corte costituzionale getta la Bundesbank ed il governo tedesco in un conflitto con la Bce", motivo per cui "le istituzioni Ue devono sostenere un modo compatto la Corte di giustizia europea". Questo mentre la Commissione, a detta di Giegold, in quanto "custode dei trattati", dovrebbe avviare una procedura, "senza lasciare alcun dubbio in merito a quale parte stia". 

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