Corte tedesca "salva" 220 miliardi per l'Italia: il bazooka della Bce è (per ora) legale

Il quantitative easing, l'acquisto da parte di Francoforte di titoli di Stato (anche italiani) può andare avanti, ma la Banca centra europea ha tre mesi per dimostrare che è “proporzionato” alle necessità

la presidente della Bce Christine Lagarde con il commissario italiano all'Economia, Paolo Gentiloni - foto Consiglio europeo

L'Italia può tirare un respiro di sollievo, il programma di acquisto di titoli pubblici della Bce, il Qe (Quantitative easing), di cui beneficia anche il nostro Paese, può andare avanti. Almeno per il momento.

La decisione

La Corte Costituzionale tedesca ha confermato che il programma rispetta le leggi federali della Germania, una decisione che consente alla Bundesbank di continuare a prendervi parte attivamente. La decisione mette al riparo il programma di acquisti pandemico da 750 miliardi di euro lanciato dalla Bce guidata da Christine Lagarde il 18 marzo per contrastare l'impatto del coronavirus sull'economia dell'eurozona, un programma che comprende l'acquisto di almeno 220 miliardi (oltre il 12 per cento del Pil) di acquisti di titoli di Stato italiani da qui alla fine dell’anno, una bella boccata d'aria nbelle nostre casse. La Corte si è espressa con 7 voti a favore e un solo contrario. La tesi dei promotori del ricorso alla Corte Costituzionale tedesca, un gruppo di accademici e imprenditori, era che la Bce fosse andata oltre i propri poteri nel lanciare il Qe nel 2015 ritenendo che questo strumento incoraggi gli Stati a non seguire un percorso virtuoso di consolidamento dei conti sapendo di poter contare sulla rete di sicurezza della Bce.

Le riserve

La tesi è stata per ora smentita, ma con alcune riserve. La la Bce ha tre mesi di tempo per dimostrare che "gli obiettivi di politica monetaria perseguiti dal programma di acquisto di titoli pubblici non sono sproporzionati rispetto agli effetti di politica fiscale ed economica derivanti dal programma”, hanno affermato i giudici che nel dispositivo della sentenza sottolineano come il governo federale e il parlamento abbiamo il compito di assicurarsi che Francoforte conduca una valutazione sulla proporzionalità dei suoi programmi. Per questo, secondo quanto deciso dalla corte, "dopo un periodo di transizione di non più di tre mesi, per permettere il necessario coordinamento con l'Eurosistema, la Bundesbank non può più di conseguenza partecipare all'implementazione ed esecuzione delle decisioni in questione della Bce (il Qe, ndr) a meno che il consiglio direttivo della Bce adotti una nuova decisione che dimostri appunto la proporzionalità del suo programma".

Le critiche alla sentenza

Ha parlato di "sentenza che ha dell’incredibile" il capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento Europeo, Carlo Fidanza, secondo cui "la Corte costituzionale tedesca delegittima la Corte di Giustizia Ue", con "un attentato all’ordinamento giuridico comunitario, a cui tutti gli altri si sono sottomessi ma per la Germania non vale”. È quanto dichiara in una nota il Capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento Europeo, Carlo Fidanza. Se tra trem mesi il pronunciamento fosse robaltato per Fidanza si traterebbe di “un attentato contro il principio stesso della solidarietà europea perché la conseguenza di uno scenario di questo genere sarebbe un attacco speculativo senza precedenti contro l’Italia che a quel punto si troverebbe con le spalle al muro: Mes e Trojka o fuori dall’Euro"

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