Appello di Tusk a Puigdemont: “Non renda impossibile il dialogo”

Il presidente del Consiglio europeo ha avvertito che un conflitto avrebbe conseguenze “negative per i catalani, per la Spagna e per tutta l'Europa”. E sulla Brexit a May: “Noi non lavoriamo a un non accordo, negoziamo in buona fede”

Il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk / European Council

La strada giusta da percorrere è quella del dialogo e della mediazione e non della dichiarazione unilaterale di indipendenza. Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha lanciato un appello diretto al presidente della Generalitat catalana, Carles Puigdemont, chiedendogli di "non annunciare una decisione che renderebbe il dialogo impossibile". Tusk, intervenendo davanti al comitato delle regioni dell'Ue, e parlando poche ore prima dell'atteso intervento del presidente della regione autonomista, ha avvertito che un conflitto avrebbe conseguenze "negative per i catalani, per la Spagna e per tutta l'Europa".

Il polacco ha fatto un discorso molto appassionato e dai toni anche fortemente personali. "Mi rivolgo a Puidgemont non solo come presidente del Consiglio Ue, ma anche da forte sostenitore del motto dell'Unione Europea, 'Uniti nella diversità'', da membro di una minoranza etnica, da regionalista e da uomo che sa come ci si sente a essere colpito da un manganello della polizia. Da ex primo ministro di un grande Paese europeo. In breve, come qualcuno che comprende e sente gli argomenti e le emozioni di tutte le parti”, ha affermato Tusk.

Il presidente del Consiglio europeo si è rivolto anche a Madrid, chiedendogli di non usare la forza in risposta alle azioni dei catalani. "Qualche giorno fa ho chiesto al primo ministro Mariano Rajoy di cercare una soluzione del problema senza ricorrere all'uso della forza, di cercare il dialogo”, ha spiegato Tusk secondo cui “la forza degli argomenti è sempre meglio che l'argomento della forza”.

La Brexit

Il presidente del Consiglio europeo ha affrontato anche l'argomento del divorzio del Regno Unito dall'Unione. "Sentiamo da Londra che il governo britannico si sta preparando per uno scenario senza accordo" con l'Ue per la Brexit. "Vorrei dire molto chiaramente che l'Ue non sta lavorando su uno scenario del genere: noi negoziamo in buona fede. E speriamo ancora che i cosiddetti 'progressi sufficienti" sulle tre priorità per l'accordo di ritiro della Gran Bretagna "possano essere raggiunti entro dicembre". Tuttavia, ha precisato il presidente, “se risulterà che i negoziati continuano ad andare avanti lentamente e che i progressi sufficienti non sono stati raggiunti, allora, insieme ai nostri amici britannici, dovremo pensare a che cosa stiamo andando incontro". 

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