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Lunedì, 8 Agosto 2022
Il rapporto / Ucraina

Amnesty: "Kiev usa civili come scudi umani". Zelensky: "Equiparano vittima e aggressore"

Duro rapporto dell'organizzazione che accusa l'Ucraina di violare il diritto internazionale umanitario: "Lanciati attacchi da centri abitati lontani dal fronte e senza evacuare la popolazione"

Nel tentativo di respingere l'invasione russa le forze ucraine “hanno messo in pericolo la popolazione civile collocando basi e usando armamenti all'interno di centri abitati, anche in scuole e ospedali”, usando delle tattiche che “violano il diritto internazionale umanitario perché trasformano obiettivi civili in obiettivi militari”. È la critica che arriva da Amnesty International al termine di una ricerca durata diverse settimane, tra aprile e luglio, nelle regioni di Kharkiv, del Donbass e di Mykolaiv. Il rapporto pubblicato dall'organizzazione umanitaria ha causato l'ira del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che ha accusato la Ong di equiparare vittima e aggressore.

Amnesty spiega in una nota di aver visitato luoghi colpiti dagli attacchi, intervistato sopravvissuti, testimoni e familiari di vittime, e analizzato le armi usate e di aver svolto ulteriori ricerche da remoto. I ricercatori hanno riscontrato, sostengono, “prove che le forze ucraine hanno lanciato attacchi da centri abitati, a volte dall'interno di edifici civili, in 19 città e villaggi”, e per convalidare ulteriormente queste prove “il Crisis Evidence Lab dell'organizzazione per i diritti umani si è servito di immagini satellitari".

"La maggior parte dei centri abitati dove si trovavano i soldati ucraini era a chilometri di distanza dalle linee del fronte e dunque ci sarebbero state alternative che avrebbero potuto evitare di mettere in pericolo la popolazione civile”, continua la Ong che afferma anche di non essere a conoscenza “di casi in cui l'esercito ucraino che si era installato in edifici civili all'interno dei centri abitati abbia chiesto ai residenti di evacuare i palazzi circostanti o abbia fornito assistenza nel farlo. In questo modo è venuto meno al dovere di prendere tutte le possibili precauzioni per proteggere le popolazioni civili".

L'associazione accusa in pratica Kiev di aver usato i civili come scudi umani. "Sopravvissuti e testimoni degli attacchi russi nelle regioni di Kharkiv, del Donbass e di Mykolaiv hanno riferito ai ricercatori di Amnesty International che l'esercito ucraino era operativo nei pressi delle loro abitazioni e che in questo modo ha esposto la popolazione civile alle rappresaglie delle forze russe". In cinque diverse località l'Ong afferma anche di aver visto “le forze ucraine usare gli ospedali come basi militari”.

La Ong non giustifica per questo il comportamento dei militari russi. “La tattica delle forze ucraine di collocare obiettivi militari all'interno dei centri abitati non giustifica in alcun modo attacchi indiscriminati da parte russa”, e tutte le parti in conflitto “devono sempre distinguere tra obiettivi militari e obiettivi civili e prendere tutte le precauzioni possibili, anche nella scelta delle armi da usare, per ridurre al minimo i danni ai civili”. I soldati di Vladimir Putin sono accusati di aver portato avanti attacchi usando anche “armi inerentemente indiscriminate, come le bombe a grappolo che sono messe al bando a livello internazionale, o di armi esplosive che producono effetti su larga scala”.

''Chiediamo al governo ucraino di assicurare immediatamente l'allontanamento delle sue forze dai centri abitati o di evacuare le popolazioni civili dalle zone in cui le sue forze armate stanno operando. Gli eserciti non devono mai usare gli ospedali per attività belliche e dovrebbero usare le scuole o le abitazioni dei civili solo come ultima risorsa, quando nessun'altra alternativa sia percorribile'', ha dichiarato Agnès Callamard, segretaria generale della Ong.

Amnesty “tenta di discolpare la Russia e di trasferire la responsabilità dall'aggressore alla vittima", ha detto. Il presidente Zelensky, sottolineando che non esiste alcuna condizione per la quale si possa giustificare un attacco russo all'Ucraina e affermando che "non si può tollerare" che un'organizzazione realizzi un rapporto "equiparando la vittima all'aggressore”. “Sono stati distrutti o danneggiati quasi 200 edifici religiosi. Quasi 900 istituzioni mediche. Oltre 2.200 scuole. L'esercito russo non si è fermato neanche davanti ai monumenti alle vittime dell'Olocausto e non ci sono rapporti su questo, senza motivo. È immorale", ha continuato Zelensky.

Il presidente ha poi detto che "chi condona le responsabilità russe e crea artificialmente un contesto informativo in cui si giustificano gli attacchi terroristici" non si rende conto che sta aiutando Mosca. "E se questi sono rapporti che manipolano la realtà, allora condividono la responsabilità per la morte delle persone", ha concluso.

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