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Giovedì, 30 Maggio 2024
Verso il bilaterale

Dall'amicizia con Putin alle minacce a Taiwan: von der Leyen avverte la Cina

In vista del faccia a faccia con Xi Jinping, la presidente della Commissione mette l'accento sui problemi del rapporto tra Bruxelles e Pechino

Niente sconti alla Cina. Lo ha promesso la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, a pochi giorni dalla sua visita a Pechino dove, accompagnata da Emmanuel Macron, incontrerà il presidente cinese Xi Jinping. La numero uno dell'esecutivo europeo ha fatto chiarezza su come vede lo stato dei rapporti con la Cina alla luce del nuovo quadro geopolitico. In un lungo discorso pronunciato nella sede dello European policy centre a Bruxelles, von der Leyen non ha risparmiato dure critiche al 'dragone'. 

Si ribaltano gli equilibri

La presidente ha innanzitutto lamentato "un inasprimento molto deliberato della posizione strategica globale della Cina" come dimostrato "la settimana scorsa a Mosca" nel faccia a faccia tra Xi e Putin. "Ma c'è stato un cambio di dinamica nel rapporto tra Cina e Russia", ha sostenuto von der Leyen. "È chiaro dalla visita che la Cina vede la debolezza di Putin come un modo per aumentare la sua influenza sulla Russia", ha sottolineato. A detta della presidente, "l'equilibrio di potere in quel rapporto, che per gran parte del secolo scorso ha favorito la Russia, si è ora ribaltato". 

La pace giusta

Von der Leyen è poi tornata su ruolo di presunto mediatore assunto dalla Cina nel conflitto tra Russia e Ucraina. "In qualità di membro permanente del Consiglio di sicurezza Onu - ha spiegato - la Cina ha la responsabilità di salvaguardare i principi e i valori che sono alla base della Carta delle Nazioni Unite" e "di svolgere un ruolo costruttivo nel promuovere una pace giusta. Ma quella pace può essere giusta solo se si basa sul mantenimento della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Ucraina" e se quest'ultima "definirà i termini di una pace giusta, con il ritiro delle truppe d'invasione". "Qualsiasi piano di pace che consoliderebbe le annessioni russe non è semplicemente un piano realizzabile", ha evidenziato la presidente della Commissione, che poi ha avvertito Pechino: "Il modo in cui la Cina continua a interagire con la guerra di Putin sarà un fattore determinante per il futuro delle relazioni Ue-Cina". 

Dossier Taiwan

Nel suo lungo discorso, von der Leyen ha citato diversi altri dossier che imbarazzano Xi. In particolare ha denunciato "l'esibizione della forza militare nel Mar Cinese Meridionale e Orientale, e al confine con l'India, che colpisce direttamente i nostri partner e i loro legittimi interessi". "Sottolineiamo inoltre l'importanza della pace e della stabilità nello Stretto di Taiwan", ci ha tenuto a chiarire la politica tedesca.

Violazioni dei diritti umani

"Anche le gravi violazioni dei diritti umani che si verificano nello Xinjiang sono motivo di grande preoccupazione, come indicato nel recente rapporto dell'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani", ha evidenziato von der Leyen ricordando la discriminazione degli uiguri. "Il modo in cui la Cina rispetta gli obblighi internazionali in materia di diritti umani sarà un altro banco di prova di come, e quanto, possiamo cooperare con la Cina", è stato l'avvertimento della rappresentante Ue. 

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Come Pechino 'piega' i Paesi

Von der Leyen ha accusato Pechino anche di aver "intensificato le sue politiche di disinformazione e coercizione economica e commerciale". "Questa è una politica deliberata che prende di mira altri Paesi per garantire che rispettino e si adeguino" alla volontà di Pechino. "Lo abbiamo visto quando la Cina ha risposto all'apertura di un ufficio di Taiwan a Vilnius adottando misure di rappresaglia contro la Lituania e altre società europee", ha fatto notare. "Lo abbiamo visto con boicottaggi contro i marchi di abbigliamento per aver parlato dei diritti umani o con sanzioni contro deputati, funzionari e istituzioni accademiche per le loro critiche sulle azioni della Cina" o quando il 'dragone' "ha fortemente limitato le esportazioni australiane di orzo e vino a causa delle domande del governo australiano sulle origini del Covid". "Tutto questo - ha concluso von der Leyen - fa parte di un uso deliberato delle dipendenze e della leva economica per garantire che la Cina ottenga ciò che vuole dai Paesi più piccoli".

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