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Martedì, 21 Maggio 2024
La sicurezza / Regno Unito

Il Paese dove gli smartphone potranno salvare vite in 10 secondi

Via al test nazionale per il nuovo sistema d'emergenza del Regno Unito contro calamità e attentati

Domenica 23 aprile tutti i cellulari inglesi dotati di 4G e 5G suoneranno e vibreranno all’unisono per testare un nuovo sistema d’allarme pubblico che nel prossimo futuro potrebbe contribuire a salvare molte vite. Il dispositivo emetterà il suono di una sirena anche se impostato su muto, e per un breve periodo ogni altra funzione sarà disattivata. Trascorsi non meno di 10 secondi, il privato cittadino dovrà confermare digitalmente di aver compreso la natura del messaggio al fine di poter riattivare tutte le applicazioni del telefono portatile. Lo riporta la Bbc.

"Rendere operativo questo sistema significa aggiungere un ulteriore strumento nel nostro kit per le emergenze", ha dichiarato il cancelliere del ducato di Lancaster, Oliver Dowden. "Segnatevi la data del 23 aprile nell’agenda, alle ore 15 avvieremo il test nazionale, è fondamentale per rendere ancora più sicuro il pubblico inglese dai casi di allerta", ha sottolineato Dowden, "potrebbe essere il suono che salva la vita". L’impianto è concepito per raggiungere il maggior numero di cittadini nel minor tempo possibile in caso di calamità naturale, come una grave inondazione, un forte terremoto, un incendio esteso o condizioni meteorologiche estreme. Questa tecnologia permetterà di contattare in un rapido lasso di tempo quasi il 90% della popolazione britannica. Oltre a suonare e vibrare intensamente, sul display di ogni cellulare comparirà un messaggio con le principali azioni da intraprendere per mettersi in sicurezza.

Sul territorio del Regno Unito alcuni test si sono tenuti precedentemente solo a livello locale, nel Suffolk orientale e nel Reading. Questo primo test nazionale, se positivo, aprirà la strada alla formalizzazione di un sistema che in parte è già presente in Giappone (Sistema di allerta rapida di terremoto) e negli Usa, dove i primi test nazionali per il sistema di sicurezza pubblica Fema risalgono ormai al 2011. La prova su tutto il territorio arriva 10 anni dopo i primi riscontri ottenuti dal Cabinet office. Già nel 2013 il governo britannico aveva concluso che "non solo gli allarmi sarebbero stati visti come un servizio utile dal pubblico, ma avrebbero permesso ai singoli di mettere in atto specifiche misure protettive durante un'emergenza".

L’accelerazione verso l’implementazione di questa tecnologia è arrivata dopo le critiche ricevute dall’esecutivo inglese per la gestione degli avvisi d’allarme durante la crisi pandemica. Secondo molti il governo britannico era rimasto indietro rispetto ai sistemi sviluppati da altri Paesi, come Corea del Sud e Olanda, i quali hanno utilizzato diverse app di messaggistica per controllare la diffusione del virus. Secondo il presidente del National fire chiefs council, Mark Hardingham, "è necessario utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione per mantenere le persone al sicuro, (…) abbiamo bisogno che tutti facciano la loro parte e il nuovo sistema di allerta è un modo per farlo". 

Come riportato da The Guardian, il governo ha specificato che non ci saranno ulteriori prove d’emergenza dopo il test nazionale. Successivamente l’invio di un messaggio di questo tipo avverrà solo in caso di minaccia immediata per la vita. "Per 10 secondi, il test nazionale potrebbe essere scomodo per alcuni, ma ti preghiamo di perdonarci per l'intrusione, perché la prossima volta che lo sentirai, la tua vita e le azioni salvavita dei nostri servizi di emergenza potrebbero dipendere da questo", ha concluso Hardingham.

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