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Domenica, 16 Giugno 2024
Il traguardo / Albania

Via libera ai colloqui di adesione con Albania e Macedonia del Nord

Sbloccata una impasse che durava da anni a causa dell'opposizione di Paesi come la Grecia e la Bulgaria. La presidente von der Leyen: "Avete dimostrato una pazienza strategica, in abbondanza"

L'Albania e la Macedonia del Nord hanno formalmente i colloqui di adesione con l'Unione europea, superando una impasse che durava da anni, dovuta a serie di problematiche sollevate da diversi governi dei Paesi membri. "Avete dimostrato una pazienza strategica, in abbondanza", ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen che ha ricevuto il premier albanese Edi Rama e quello macedone Dimitar Kovačevski, insieme a Petr Fiala, il primo ministro della Repubblica ceca, Paese con la presidenza semestrale dell'Ue.

Nonostante la raccomandazione dell'esecutivo comunitario di avviare i colloqui tra i due Paesi quattro anni fa, prima i parlamenti tedesco e olandese, poi il presidente francese Emmanuel Macron e infine il governo bulgaro si sono alternati per bloccare il processo con richieste diverse ai due candidati. Pur essendo già entrambi membri della Nato, l'Albania e la Macedonia del Nord sono state vittime di un contraccolpo politico negli Stati membri contro l'immigrazione dall'esterno del blocco. Le trattative hanno raggiunto il punto più basso nel settembre dello scorso anno, quando i 27 governi dell'Ue non sono riusciti a trovare un accordo per mantenere una garanzia di futura adesione ai sei Paesi balcanici a cui era stato promesso un posto nel club. Alla Serbia, al Kosovo, alla Bosnia-Erzegovina, al Montenegro, all'Albania e alla Macedonia settentrionale è stato promesso un posto nel blocco a condizione che realizzino severe riforme economiche, politiche, militari, sociali e legali.

Recentemente poi è stata la Bulgaria a bloccare i progressi nelle trattative con la Macedonia del Nord, che aveva già cambiato nome per soddisfare le richieste della Grecia. Sofia ha preteso, tra le altre cose, delle modifiche alla costituzione del Paese per riconoscere una minoranza bulgara. Il 16 luglio, i legislatori della Macedonia settentrionale hanno approvato un accordo, mediato dalla Francia, per risolvere la controversia, in modo che Sofia potesse togliere il suo veto all'allargamento, accordo che aveva scatenato le proteste dell'opposizione. La concessione iper accelerata dello status di candidato all'Ucraina aveva anche causato la protesta di Albania e Macedonia del Nord che dalla presentazione della domanda avevano dovuto aspettare tre anni la prima e un anno e mezzo la terza, mentre per Kiev erano bastate poche settimane.

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