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Domenica, 26 Giugno 2022
Il profilo

La "agente" di Putin che lavora al Parlamento Ue nel gruppo della Lega

Dalla Russia alle elezioni comunali in Francia, passando per Bruxelles: Tamara Volokhova è considerata il collante tra il Cremlino e un pezzo della destra europea

Mentre l’Ue bandisce alcuni media russi con l’accusa di diffondere la propaganda putiniana, l’influenza del Cremlino è già all’interno del Parlamento europeo. Secondo alcune ricostruzioni giornalistiche, questa verrebbe esercitata da una giovane donna franco-russa, assunta dal gruppo di estrema destra Identità e democrazia (Id), dove siede anche la Lega di Matteo Salvini. È stata definita “l’agente di Putin” dall’Euobserver, che ha ricostruito il suo cursus honorum e i suo presunto ruolo di collegamento tra il Cremlino e la destra radicale europea (e francese in particolare): il suo nome è Tamara Volokhova.

Nata a Rostov, città della Russia meridionale che sorge sul Don poco distante dal confine con l’Ucraina, Volokhova si è trasferita a Strasburgo alla fine degli anni 2000 per studiare comunicazione e relazioni pubbliche. Ha avuto una carriera da modella ed è stata stagista prima al Consiglio d’Europa (2012) e poi al Parlamento europeo (2013), sempre nell’ambito della comunicazione. Da allora non ha più lasciato l’Eurocamera. Nel 2014 ha lavorato per il gruppo parlamentare Europa della libertà e della democrazia diretta (Efdd), di cui hanno fatto parte gli eurodeputati del M5s e gli inglesi dell’Ukip, il partito anti-Ue all’epoca guidato da Nigel Farage.

La svolta per Volokhova sarebbe arrivata con il parlamentare francese Aymeric Chauprade, allora membro del Front national (Fn) di Marine Le Pen, della quale è stato consigliere per le relazioni internazionali del partito. Secondo l’Euobserver, l’eurodeputato è stato un “beniamino dei media russi controllati dallo Stato” (proprio come Rt e Sputnik, banditi recentemente da Bruxelles per contrastare la guerra della disinformazione foraggiata dal Cremlino) nonché l’uomo di punta nella stipula di diversi accordi finanziari tra il Fn e i “contatti russi” che sostenevano Le Pen.

Nel marzo del 2014 (un paio di mesi prima delle elezioni europee), Chauprade era stato peraltro invitato da Mosca in Crimea in qualità di “osservatore” del contestato referendum che sancì la base giuridica per l’annessione unilaterale della penisola alla Federazione Russa. Lì, insieme a lui, c’erano molti altri eurodeputati della destra euroscettica continentale (molti dei quali francesi) e naturalmente Volokhova, la sua futura addetta stampa.

Ma il sodalizio con la destra euroscettica francese non è finito dopo che, nel novembre 2015, Chauprade ha lasciato il Fn citando “questioni morali ed ideologiche”. Nel 2017, Volokhova è stata promossa a consigliera politica nel gruppo parlamentare di estrema destra Europa delle nazioni e della libertà (Enf) a Strasburgo. Come componente del segretariato del gruppo ha avuto accesso ai lavori di varie commissioni parlamentari e si è occupata anche del rilascio dei visti russi per i membri dell’Enf, operazione per la quale ha collaborato con Leonid Slutsky, il presidente della commissione Affari internazionali della Duma (il parlamento russo) che per l’Euobserver sarebbe stato “particolarmente attivo nel reclutare politici europei per la causa del Cremlino”.

Dopo le ultime elezioni europee, nel maggio 2019, la formazione dell’Enf ha lasciato il posto a quella dell’Id (guidata dal leghista Marco Zanni), dove Volokhova è ancora nel segretariato e ha ottenuto l’accesso ad altre commissioni parlamentari, tra cui quella Affari esteri e la sottocommissione per la Sicurezza e la difesa. L’Euobserver nota che, quando Chauprade era ancora eurodeputato, aveva “piazzato” in quelle stesse commissioni un’altra stagista: Elizaveta Peskova, figlia del portavoce di Putin, Dmitry Peskov.

Nel giugno 2020, Volokhova è volata di nuovo in Crimea (a Simferopol) con diversi esponenti dell’estrema destra europea. Era un altro tour dove gli osservatori “monitoravano” il voto popolare sulle modifiche alla costituzione russa introdotte mesi prima dal presidente Vladimir Putin, che di fatto gli permettono di rimanere al potere fino al 2036. Quella volta il Comitato elettorale centrale russo non invitò osservatori ufficiali internazionali: al posto loro, chiamò appunto politici europei (e non solo) notoriamente “amici” di Mosca.

Tra questi spiccava Thierry Mariani, ex deputato del centro-destra francese entrato nel 2019 nel partito di Le Pen (che aveva nel frattempo cambiato nome in Rassemblement national, Rn). Mariani, che siede alla commissione parlamentare speciale sulle interferenze straniere (istituita proprio per indagare sull’ingerenza russa), ha viaggiato diverse volte nella Crimea occupata, al punto da essere stato sanzionato dal governo di Kiev. Ma questo non ha impedito all’eurodeputato, per cui Volokhova lavora come consigliera politica, di tentare di legittimare attraverso atti ufficiali dell’Aula l’annessione russa della penisola, mai riconosciuta dalla comunità internazionale.

Ottenuta la cittadinanza francese (in aggiunta a quella russa), la donna si è candidata con il Rn alle elezioni comunali del settembre 2020 nel dipartimento del Basso Reno in Alsazia, con capoluogo proprio Strasburgo. E in una posizione tutt’altro che marginale: quinta nella lista di 65 candidati del Rn. Il partito di Le Pen non ha tuttavia riscosso un buon risultato elettorale, non eleggendo nessuno.

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