Caos all'aeroporto di Bruxelles: società fallisce per il Covid. E il Belgio resta (quasi) senza voli di linea

La pandemia è stata fatale per l'azienda che ne gestisce i servizi che, già in difficoltà economiche, ieri ha portato i libri in tribunale. E a terra è rimasta la gran parte dei passeggeri, tra cui tantissimi italiani

L'ingresso dell'Aeroporto di Bruxelles-National. Foto: commons.wikimedia.org

L'aeroporto di Bruxelles è piombato nel caos. Ieri il tribunale della capitale del Belgio ha dichiarato il fallimento della società Swissport Belgium, che gestisce i servizi dello scalo cittadino di Zaventem, solo pochi giorni dopo che lo stesso era tornato finalmente operativo in seguito a una lunga interruzione del traffico aereo dovuta alle restrizioni ai viaggi causate dalla pandemia di Covid-19. La decisione, che segue l’istanza presentata dalla stessa Swissport, la quale aveva portato i libri in tribunale, ha avuto l’effetto di lasciare a terra la stragrande maggioranza dei passeggeri che speravano di muoversi da e per lo scalo belga. La società fallita gestiva infatti il 60% dei servizi di assistenza a terra, comprese le operazioni di carico e scarico dei bagagli. 

Charleroi unica alternativa

Una eventuale, seppur temporanea, chiusura dell'aeroporto sarebbe un problema non da poco per il Paese che può contare, in alternativa, solo sull'aeroporto di Charleroi, lontano dalla capitale e servito principalmente dalle compagnie Low Cost, e sul piccolo scalo di Liegi, da cui partono davvero pochissimi voli al giorno. Tra l'altro, fino al 15 giugno, solo l'aeroporto di Zaventem opera voli civili. 

Il personale a rischio

Oltre al quasi azzeramento del traffico aereo in arrivo e in partenza dalla capitale belga, il fallimento mette anche a rischio circa 1.500 posti di lavoro, tra addetti a bagagli, biglietteria, imbarco, controllo, carico e pulizia delle cabine. Solo pochi giorni fa, per celebrare la ripresa delle attività, il personale dello scalo aeroportuale aveva girato un video nel quale i lavoratori ballavano al ritmo del tormentone di Justin Timberlake “Can’t stop the feeling”.

Italiani bloccati

“Ma che sta succedendo?”. Tra incertezza e sgomento per la cancellazione in blocco di tutti i voli, alcuni italiani che si aspettavano di tornare a casa nella giornata di oggi hanno cercato risposte, e forse qualche parola di incoraggiamento, sul gruppo Facebook “Italiani a Bruxelles”, che riunisce oltre 30mila ‘expat’ del Belpaese. Alla vasta popolazione italiana in Belgio si è rivolta l’ambasciata d’Italia a Bruxelles, che su Twitter ha fatto sapere che “sono cancellati i voli in partenza ed in arrivo a Zaventem (Bruxelles, ndr) di quasi tutte le compagnie, mentre si cercano soluzioni”. “Si pregano i viaggiatori di tenersi informati prima di mettersi in viaggio”, precisa il personale diplomatico, che poi segnala il numero belga del call-center di Alitalia. 

Una possibile via d'uscita

Il canale belga Rtl riferisce che la società aveva segnalato alle autorità nazionali le difficoltà incontrate nel gestire la crisi, che si è sommata alle “perdite significative” accumulate negli ultimi anni.La crisi del coronavirus è stata poi alla fine la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Aviapartner - una seconda società di gestione dei servizi aeroportuali che opera già nello scalo di Bruxelles - avrebbe già dato la propria disponibilità a sostituirsi nei servizi lasciati scoperti da Swissport. Fonti dell’impresa hanno riferito alla stampa belga che è in discussione un piano di assistenza aeroportuale completa fino a settembre o ottobre.  

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