Martedì, 3 Agosto 2021
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L'Ue investe 123 milioni nella ricerca per contrastare le varianti del Covid

La Commissione si è impegnata a “garantire una corretta raccolta e condivisione dei dati in tutte le fasi” della sperimentazione

L'Unione europea investirà 123 milioni di euro nella ricerca per provare a mitigare l'impatto delle varianti del coronavirus nella pandemia. Questo primo di finanziamento di emergenza, fatto dal fondo Orizzonte Europa, secondo Bruxelles è in linea con il nuovo piano comunitario di preparazione alla difesa biologica denominato Hera Incubator e volto a preparare l'Europa alla crescente minaccia delle varianti del coronavirus. L'Hera Incubator dovrebbe riunire scienziati, settore industriale e autorità pubbliche e mobilitare tutte le risorse disponibili per consentire all’Unione di rispondere a questa minaccia.

Secondo Mariya Gabriel, commissaria per l’Innovazione e la Ricerca, l’Ue starebbe continuando “a mobilitare tutti i mezzi a disposizione per combattere la pandemia e per affrontare le sfide poste dalle varianti del coronavirus”. Gabriel ha inoltre sottolineato la necessità di “mettere in campo le nostre forze congiunte in modo da essere preparati per il futuro, a partire dall’individuazione precoce delle varianti fino all’organizzazione e al coordinamento delle sperimentazioni cliniche per cure e vaccini nuovi”. La commissaria ha anche messo l’accento sull’importanza di “garantire una corretta raccolta e condivisione dei dati in tutte le fasi”.

La Commissione ha comunicato che gli inviti a sviluppare i progetti che beneficeranno del finanziamento dovranno:

  • Creare nuove coorti su larga scala di portata regionale o multinazionale che dovrebbero far progredire rapidamente le conoscenze sul Sars-Cov-2 e sulle sue varianti emergenti 
  • Sviluppare ulteriori vaccini o terapie sperimentali
  • Sostenere le infrastrutture di ricerca per accelerare la condivisione di dati e fornire rapidamente sostegno e competenze in materia di ricerca

Inoltre, l’esecutivo europeo ha sottolineato che sarà necessaria una collaborazione tra i nuovi piani e quelli già avviati a livello nazionale, regionale e internazionale per ottimizzare le sinergie e la complementarità ed evitare la duplicazione degli sforzi di ricerca. L’obiettivo sarebbe quello di trovare un modo per affrontare le minacce incombenti nel breve e nel medio periodo e, allo stesso tempo, prepararsi per il futuro. La Commissione ha affermato che tutto questo dovrebbe contribuire alla costituzione dell'Autorità europea per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie (Hera), che dovrebbe permettere all'Ue di anticipare e affrontare meglio le pandemie future.

Gli inviti saranno aperti il 13 aprile e il termine ultimo per la presentazione è il 6 maggio 2021. L’Ue ha precisato che le nuove proposte dovranno essere alla portata di tutti, in linea con i principi della risposta globale al coronavirus.

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