Destre Unite, alle elezioni italiane con un trucco: passando per Bruxelles e con la firma di un ungherese

La formazione di estrema destra deposita il simbolo usando come sponsor l'AEMN, l'Alleanza europea dei movimenti nazionali. Un'operazione già realizzata con successo dai Verdi alle europee del 2014. "Aperti ad una collaborazione con il centro-destra"

Evitare firme e sottoscrizioni e presentarsi alle elezioni del 4 marzo con un proprio simbolo quando non si è già in Parlamento. Il problema che ha attanagliato Emma Bonino e la sua +Europa, salvata in extremis da Bruno Tabacci, è stato ampliamente aggirato da Destre Unite, passando per l'Europa, anche se loro ne vogliono di meno e non certo di più.

Questa sigla della galassia sociale di estrema destra ha preso infatti, per bypassare le firme, il cammino che parte da Bruxelles e coinvolge un ungherese. Un'operazione che appare, peraltro, assolutamente regolare. 

Come evitare le firme

La legge prevede infatti che ci siano una serie di soggetti che hanno titolo per depositare le liste senza presentare le sottoscrizioni, come fanno, appunto, tutti i maggiori partiti. Il fatto è che possono farlo non solo i partiti nazionali, ma anche quelli europei, una valutazione che ha permesso ai Verdi italini di presentarsi alle elezioni europee del 2014, facendo valere come padrini proprio il partito dei Verdi europei, di cui è co-Presidente l'italiana Monica Frassoni. 

Ripetere l'esperimento dei Verdi del 2014

Ora Destre Unite ci riprova, ma alzando la posta: presentandosi alle elezioni legislative italiane, sempre con un padrino europeo, l'AEMN, l'Alleanza europea dei movimenti nazionali e sempre con lo zampino di un italiano. In questo caso Valerio Cignetti, Segretario generale di questa formazione nata a Bruxelles nel 2009 dall'unione di Fiamma Tricolore, Front Nationale francese (che esce nel 2011), gli ungheresi xenofobi di Jobbik, i belgi del Front National e a cui si aggiungono poi il British National Party, gli austriaci del FPO, i bulgari di Ataka, partiti di estrema destra scandinavi e baltici e gli spagnoli del Movimiento Social Republicano.

Simbolo depositato grazie alla firma di un ungherese

Cignetti ha depositato il simbolo venerdì scorso apponendo la sua firma e quella del Presidente dell'AEMN, l'eurodeputato ungherese Bela Kovacs, eletto a Strasburgo sotto le insigne di Jobbik. "La lista è stata accettata, non credo ci saranno problemi", spiega al telefono Cignetti, che prende queste elezioni come una sorta di esperimento. "Dal caso dei Verdi italiani, abbiamo la certezza che in questo modo ci si può attrezzare e preparare per le europee - continua il Segretario generale dell'AEMN - e ora abbiamo testato il meccanismo per le elezioni nazionali, vediamo come andrà. Il nostro obiettivo resta comunque presentarci alle europee del 2019". 

"Aperti a collaborazione con centro-destra"

Per ora Destre Unite, una fiamma tricolore e le bandiere dei membri del AEMN, come simbolo, scende in campo non per pestare i piedi alla Meloni ed ai suoi Fratelli d'Italia. "Abbiamo offerto la nostra collaborazione al centro-destra", assicura Cignetti, "abbiamo esposto la nostra disponibilità, valuteremo se presentare liste in appoggio a loro, ma certo che dipende anche dal programma". 

E su questo quelli del AEMN sono chiari: "difesa dell'identità, storica e culturale europea, delle economie nazionali e chiusura all'immigrazione selvaggia", conclude il Segretario di AEMN. Il partito europeo, che ha ricevuto dalla Ue 360 mila euro di finanziamenti nel 2017, dovrebbe rimanere a secco quest'anno, per problemi procedurali. 

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