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Domenica, 16 Giugno 2024
lo scontro / Romania

La Romania vuole il comando della Nato, parte la sfida al 'frugale' Rutte

Il presidente Klaus Iohannis: "Mi candido, dobbiamo assumerci responsabilità ancora maggiori". L'olandese ha l'appoggio di Usa, Germania, Francia e Regno Unito ma gli serve l'unanimità

Mark Rutte ha un contendente ufficiale per la guida della Nato: il presidente romeno Klaus Iohannis. "Ho deciso di candidarmi per il ruolo di Segretario generale", ha annunciato il politico confermando le voci che già circolavano. Il premier olandese rimane il favorito per sostituire il norvegese Jens Stoltenberg, Segretario generale in uscita, avendo l'appoggio dei big Stati Uniti, Germania, Francia e Regno Unito. Ma essendo necessaria l'unanimità per la nomina la partita è più che aperta, con i Paesi baltici e dell'est che sono stanchi che la bilancia del potere penda sempre a favore degli occidentali, e che sono intenzionati a rendere la vita difficile a Rutte.

"È tempo" che la Romania, entrata nella Nato nel 2004, "si assuma responsabilità ancora maggiori in considerazione dell'attuale contesto di sicurezza", ha dichiarato Iohannis, 64enne liberale ed europeista, considerandola "un'aspirazione legittima" per il suo Paese che "ha subito profonde trasformazioni" dopo la sua adesione e che "può contribuire a plasmare una nuova visione" di fronte alla "minaccia russa, grave e duratura".

In prima linea dopo l'invasione russa dell'Ucraina, con cui condivide un confine di 650 chilometri, la Romania ospita un sistema di difesa missilistica balistica degli Stati Uniti e un battaglione permanente della Nato che conta 5mila uomini. Bucarest ha migliorato notevolmente il suo apparato militare e presenta una posizione strategica importante sin dall'inizio della guerra, quindi è nella posizione di avanzare richieste. La fida ha anche un carattere di rivincita da parte della Romania, con Bucarest che non ha mai perdonato a Rutte la sua strenua opposizione all'adesione del Paese allo spazio Schengen.

La Romania non è l'unico Paese che si è messo di traverso con Rutte. Alcuni Paesi orientali hanno espresso il loro disappunto per l'ennesimo candidato occidentale, che in caso di scelta sarebbe il quarto proveniente dai Paesi Bassi. Tra questi ci sono Ungheria, Estonia e Turchia, che potrebbero rendere la vita difficile a Rutte e appoggiare Iohannis. L'Ungheria di Viktor Orban, che intrattiene stretti rapporti con la Russia, potrebbe vedere di buon occhio una candidatura del "fianco orientale" dell'Alleanza. La premier estone Kaja Kallas aveva espresso interesse per la posizione di Segretario generale ma non è mai stata veramente in corsa a causa della posizione del suo Paese, ai confini con la Russia, con il timore che Vladimir Putin potrebbe leggere una mossa aggressiva nella sua scelta. L'alleanza conta adesso 32 membri dopo l'adesione recente della Svezia.

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