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Domenica, 16 Giugno 2024
Linea dura / Francia

Macron insiste sulla possibilità di una guerra con Putin: "Non mostriamoci deboli"

Il presidente francese sempre più falco, non ritira le parole sull'apertura all'idea di mandare truppe in Ucraina: "La pace non può significare capitolazione, non può significare accettare la sconfitta"

Emmanuel Macron sembra intenzionato a dipingersi sempre più come il falco dell'Europa. Il presidente francese è tornato ad avvertire gli alleati della necessità di prepararsi a una guerra contro la Russia, nonostante le polemiche scatenate la settimana scorsa dalla sua apertura a inviare truppe in Ucraina. "Se la Russia vince questa guerra, la credibilità dell'Europa si ridurrà a zero", ha detto Macron in un'intervista televisiva, esortando gli europei a non essere "deboli" e a prepararsi a rispondere a Vladimir Putin. "Se la guerra si diffondesse in Europa, la colpa sarebbe della Russia", ha aggiunto Macron. "Ma se decidessimo di essere deboli, se decidessimo oggi di non rispondere, sarebbe già una scelta di sconfitta. E io non lo voglio", ha detto, sostenendo che è importante che l'Europa non tracci linee rosse, che darebbero un segnale di debolezza al Cremlino e lo incoraggerebbero a proseguire l'invasione dell'Ucraina.

"Lei ha parlato di inviare truppe", gli ha chiesto uno dei due intervistatori del programma. "Non siamo sicuri di farlo, non siamo attualmente in questa situazione, ma per il momento non escludiamo l'opzione", ha risposto il presidente. "Rivendico di aver evocato questa possibilità, abbiamo messo troppi limiti al nostro vocabolario. Non siamo in un'escalation. Non siamo in guerra contro la Russia, ma non dobbiamo lasciarla vincere", ha poi aggiunto.

Cercando un equilibro tra diplomazia e aggressività, Macron ha specificato che al momento la Francia non sta pensando di iniziare un'offensiva contro la Russia e che Parigi non è in guerra con Mosca. "Il regime del Cremlino è un avversario", ha detto, evitando di definire la Russia un nemico. Il leader di Reinassance ha però riconosciuto che l'Ucraina si trova in una situazione "difficile" sul terreno e che è necessario un sostegno più forte da parte degli alleati. "La pace non significa la capitolazione" di Kiev, ha sostenuto rispondendo a quanto spingono Volodymyr Zelensky a puntare un tavolo di pace, anche a costo di dover cedere dei territori, perché per Macron "volere la pace non significa essere sconfitti. Volere la pace non significa abbandonare l'Ucraina".

Macron apre a truppe europee in Ucraina, Mosca: "Inizierebbe conflitto con la Nato"

All'inizio di questa settimana, i parlamentari francesi di entrambe le camere hanno votato a favore di un accordo di sicurezza che riafferma il sostegno della Francia alla candidatura dell'Ucraina alla Nato e si impegna a fornire sostegno finanziario e militare a Kiev. Il principale partito di opposizione, l'estrema destra di Marine LePen, si è astenuto, mentre il partito di estrema sinistra la France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon ha votato contro. E anche l'opinione pubblica francese non sostenere la linea dell'Eliseo. In un sondaggio Odoxa, il 68% degli intervistati avrebbe dichiarato che i commenti di Macron sulle truppe occidentali in Ucraina sono stati "sbagliati".

Due settimane fa, lunedì 26 febbraio, Macron aveva detto che per quanto riguarda la possibilità di mandare truppe europee in Ucraina "non bisogna escludere nulla", aprendo per la prima volta pubblicamente all'idea. Le sue parole avevano creato scompiglio tra gli alleati europei e della Nato, che sono corsi a prendere le distanze dalle sue affermazioni, che scatenarono anche la reazione del Cremlino che rispose che un conflitto della Russia con l'Occidente in qual caso diventerebbe "inevitabile". Oggi Macron sarà a Berlino, in Germania, dove incontrerà il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il premier polacco. Ma se Macron si sta mostrando sempre più un falco, Scholz vuole evitare qualsiasi escalation che possa portare a una guerra tra la Nato e la Russia.

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