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Martedì, 21 Maggio 2024
L'intervista

"L'Europa aiuti gli agricoltori tassando i profitti della grande distribuzione"

Intervista all'eurodeputata D'Amato: "Lo stop Ue alla legge sui pesticidi non risolve i problemi. Dobbiamo aumentare il reddito di chi produce, non farli ammalare e devastare i terreni"

“La decisione della Commissione europea di ritirare la proposta di regolamento sui fitofarmaci è una presa in giro nei confronti di chi sta protestando in questi giorni. Dobbiamo aumentare il reddito degli agricoltori, non farli ammalare con più pesticidi e condannare all'improduttività i terreni". Rosa D'Amato, eurodeputata dei Verdi europei, si tira fuori dal coro quasi unanime di politici e organizzazioni di categoria che in queste ora stanno brindando alla decisione della Commissione Ue di ritirare la proposta di regolamento Sur, che mirava a dimezzate l'uso di pesticidi in Europa entro il 2030. La decisione è stata vista come un ramoscello d'ulivo teso da Bruxelles agli agricoltori che da giorni protestano in tutto il continente. Ma per D'Amato la soluzione ai loro problemi c'entra poco o nulla con i fitofarmaci.

Onorevole, perché parla di "presa in giro"?

Innanzitutto, perché parliamo di una legge che era già su un binario morto, visto che al Parlamento europeo l’avevamo bocciata dopo che il testo originale era stato stravolto dalla destra e dalle multinazionali dell’agroindustria. Siamo tutti d’accordo che senza agricoltori non c’è cibo. Ma è anche palese che senza terreni sani, le aziende sono costrette a chiudere. Il 60% dei terreni agricoli europei è malato. In Italia, l'Agenzia Ue pe l'ambiente ha stimato che il cattovo stato del suo provocherà un calo dei redditi agricoli fino al 16% entro il 2050. La riduzione dei pesticidi serve proprio a questo, oltre a salvare la salute degli stessi agricoltori e dei cittadini delle aree rurali. Sono numerosi gli studi che hanno evidenziato il collegamento tra l'esposizione ai pesticidi e l'insorgenza di tumori, soprattutto nelle categorie più esposte, a partire dagli stessi agricoltori. I fitofarmaci hanno poi un impatto devastante sul suolo, rendendolo meno produttivo. Oggi, le alternative ai pesticidi ci sono, come dimostra la crescita del biologico in Italia. Chi non vuole queste alternative sono le multinazionali che li vendono. E poi, ammesso e concesso che lo stop al regolamento Sur sia positivo per il settore, mi dite voi come questo risolve il problema del reddito dei piccoli agricoltori?.

Ce lo dica lei...

Non lo risolve per nulla, i problemi sono altri. Da due anni, tra crisi energetica e inflazione, i piccoli agricoltori visto ridurre le loro entrate e i consumatori hanno pagato l'aumento dei prezzi dei beni alimentari al supermercato. In parallelo, industria agroalimentare e grande distribuzione organizzata (gdo) hanno accumulato giganteschi profitti. Una ricerca di Allianz ha messo in luce che almeno il 10% dell’aumento dei prezzi nei supermercati europei a partire dalla metà del 2022 sono inspiegabili, perché non legati a reali aumenti dei costi lungo la filiera. L'ultima analisi mensile di NielsenIQ ha rilevato che nel 2023 il fatturato della gdo italiana è cresciuto dell'8,3% rispetto all'anno precedente. A chi sono andati questi profitti? Non certo agli agricoltori che oggi protestano. Ecco perché come Verdi europei abbiamo chiesto alla Commissione europea di introdurre una tassa sui profitti in eccesso del settore, in modo da recuperare risorse che vadano a sostenere il reddito dei piccoli agricoltori. Inoltre, va rivista la direttiva sulle pratiche sleali in agricoltura, che avrebbe dovuto difendere i produttori dallo strapotere di industria e gdo. La direttiva non funziona, è palese.

rosa d amato bilancio-2

La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha annunciato un aumento dei sussidi pubblici per sostenere gli agricoltori che attuano misure di protezione della natura. Che ne pensa?

Che siamo tornati indietro di almeno 4 anni. Quando parliamo di sussidi pubblici, parliamo della Pac, la politica agricola comune. Quella in corso è stata adottata nel 2021, ed è lo stesso pacchetto di norme e finanziamenti che gli agricoltori oggi contestano. La destra la definisce un'eurofollia, ma tre anni fa sono stati gli eurodeputati di Fratelli d'Italia e di Forza Italia a votarla, con la Lega che si è astenuta. Sa chi ha votato contro? Noi, i Verdi europei, gli ecologisti cattivi. Una delle ragioni del nostro voto contrario è che la Pac continua a destinare la stragrande maggioranza delle risorse alle grandi aziende agricole inquinanti, lasciando le briciole ai piccoli agricoltori. Noi chiedevano una redistribuzione delle risorse, ma non siamo stati ascoltati. Lo stesso vale per gli accordi commerciali con i Paesi terzi.

Ossia?

Gli agricoltori accusano poi l'Unione europea di aprire la porta all'invasione di cibo dall'estero. L'esempio che fanno è l'accordo commerciale con i Paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay). Questo accordo non è stato ancora adottato, ma al Parlamento europeo avremmo potuto bloccare i negoziati già nel 2020. Peccato che in quell'occasione la maggioranza degli eurodeputati si sia espresso a favore del patto commerciale. Tra i favorevoli c'erano Fratelli d'Italia, Forza Italia, il Pd e Italia Viva. La Lega, che su media e social si batte il petto contro il Mercosur, si è semplicemente astenuto. Se Salvini e i suoi avessero un briciolo di coerenza avrebbero potuto seguire l'esempio dei Verdi: noi siamo stati gli unici italiani, insieme al M5s, a opporci a questo accordo commerciale.

  

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