"Germania troppo influenzata dalle lobby, sua leadership Ue rischiosa"

L'accusa di due Ong: "Tendenze allarmanti, il governo di Merkel troppo vicino all'industria delle auto, del gas, della finanza, dei BigData, dei prodotti chimici e della pesca"

Angela Merkel - foto Consiglio Ue

La Germania di Angela Merkel si appresta a prendere le redini dell'Unione europea che dal primo luglio guiderà per sei mesi ricoprendo la presidenza di turno. Berlino dovrà gestire le trattative su importanti dossier come ad esempio il Recovery Fund per uscire dalla crisi causata dal coronavirus, il bilancio settennale dell’Ue, il negoziato definitivo per la Brexit e il Green Deal.

Amore contaminato

E a stare il fiato sul collo della Germania ci saranno le lobby che proveranno a influenzarne il lavoro, e che potrebbero condizionarlo troppo. Questo è il timore di due Ong, LobbyControl e Corporate Europe Observatory, che hanno pubblicato un report, dal titolo “Tainted Love”, in cui accusano il governo di Merkel di essere troppo a contatto con i gruppi di portatori di interessi. Il report si basa su una serie di argomenti che vanno dalla legislazione per i mercati finanziari alla pesca, alle industrie chimiche e farmaceutiche e altro ancora e parla di alcune tendenze “allarmanti” dovuti al fatto che rappresentanti dell'industria “delle auto, del gas, della finanza, dei BigData, dei prodotti chimici e della pesca siano troppo vicini al governo tedesco”.

Gas e automobili

Per esempio, affermano le Ong, “mentre il governo tedesco è spesso orgoglioso dei suoi sforzi nella lotta contro il cambiamento climatico (e il suo impegno per eliminare gradualmente l'energia nucleare è certamente gradito)”, la realtà “è piuttosto diversa” e l'esecutivo di Merkel “ha posto grande enfasi sul garantire l'approvvigionamento energetico che porta a un massiccio sostegno per le nuove infrastrutture del gas dannose per il clima in Germania e altrove nell'Ue”, e si è anche battuto per inserire il gas tra le fonti di energia rispettose dell'ambiente “dando un ulteriore impulso al settore”. Inoltre le Ong sottolineano il “supporto costante per la potente industria automobilistica, con il suo modello di business basato su auto pesanti con motori potenti”, nonché quello “alle influenti industrie agrochimiche e della pesca”.

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L'appello a Merkel

Due settimane fa in una lettera aperta alla cancelliera Merkel, 92 deputati di vari gruppi politici hanno esortato la presidenza tedesca "a stabilire nuove regole e una nuova cultura per prevenire un'eccessiva influenza da parte delle imprese" attraverso le lobby. A Bruxelles esiste un registro per la trasparenza sulle lobby che è obbligatorio per i commissari e i deputati del Parlamento europeo, ma non per il Consiglio. La rappresentanza permanente tedesca a Bruxelles, che fa le veci di Merkel in Consiglio, da alcuni mesi sta già spontaneamente pubblicando un registro con tutti i suoi incontri con i lobbisti. Un registro per la trasparenza del Bundestag non esiste però ancora anche se la Cdu ha promesso di introdurlo a breve, dopo averlo respinto per anni. Il registro previsto, tuttavia, come a Bruxelles, varrà per i deputati e non riguarda i membri del governo o dei ministeri. Quelli che gestiranno appunto la presidenza di turno.

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