Merkel: sì a Mes 'light'. E apre ai coronabond. Lega: "Tradimento nei confronti degli italiani"

Anche una parte del Movimento 5 stelle si oppone all'ipotesi, sempre più concreta, di un prestito del fondo salva-Stati a condizioni meno svantaggiose rispetto al passato. La Francia chiede pero' che sia creato in parallelo un fondo di solidarietà che emetta anche eurobond

"Le nostre economie sono strettamente connesse tra di loro: dunque la risposte può essere solo più Europa, un'Europa che funzioni meglio in tutte le sue parti, particolarmente quei Paesi dell'euro che sono più colpiti". Le parole della cancelliera Angela Merkel pronunciate durante una conferenza stampa a Berlino sembrano avere la forma di un ramoscello di pace in direzione dell'Italia. Un ramoscello che pero' Lega, FdI e una parte del Movimento 5 stelle non gradiscono, visto che tra le "risposte" che la cancelliera indica c'è il Mes, seppur in versione 'light'. Che non dispiace a Spagna e Francia, e su cui starebbe lavorando il commissario Ue ed ex premier Paolo Gentiloni. "Un tradimento nei confronti degli italiani", secondo il Carroccio. 

La questione è nota: in Italia il Mes è visto come il braccio armato dell'austerity che è pronto a stringere il cappio intorno al collo dell'economia tricolore, come fatto in passato con la Grecia (tra l'altro con l'assenso dell'Italia stessa). Il cappio prende il nome di "condizionalità", ossia le condizioni poste a garanzia del prestito, visto che di questo si tratta. I socialisti tedeschi e la cancelliera sembrano ormai sulla stessa linea d'onda: condizionalità basse (limitate alla sola emergenza) e niente Troika. Madrid e Parigi ci starebbero. Conte, invece, è diviso tra un pezzo importante dei 5 stelle pronto a fare le barricate per non perdere consensi verso la Lega e il Pd che sta cercando con il ministro Gualtieri e con le buone entrature con l'ex premier Gentiloni (ora alla guida dell'Economia in commissione Ue) di trovare un compromesso globale.

Il compromesso globale è quello sui cui lavora soprattutto la Francia, che ha proposto di accompagnare al Mes 'light' l'istituzione di un fondo comune di solidarietà pari al 3% del Pil aggregato dei Paesi Ue che possa mutualizzare i debiti futuri in risposta alla crisi del coronavirus (ossia i coronabond, ma senza la mutualizzazione dei debiti pregressi). Una proposta più o meno in linea con quella del "bilancio di guerra" o Piano Marshall indicato dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Piano che a sua volta ha trovato l'apprezzamento della cancelliera Merkel: "La Commissione Ue puo' concedere crediti ai Paesi membri, lo prevedono i Trattati", ha sottolineato. 

In sostanza, il pacchetto complessivo che potrebbe mettere d'accordo (quasi) tutti prevederebbe Mes light, fondo di solidarietà/coronabond, Sure (fondo di garanzia Ue contro la disoccupazione) e operazione Bei. Se ne parlerà all'Eurogruppo di martedi' 7 aprile, primo round di una trattativa che dovrà vincere le resistenze dei due poli dei negoziati, l'Italia da un lato, l'Olanda dall'altro. In entrambi i Paesi, i leader Conte e Rutte devono fare i conti con le tensioni interne ai propri governi, non proprio stabilissimi, e con le proteste dell'opposizione di destra, pronta a cavalcare un eventuale cedimento verso il Mes o verso i coronabond.

"Chi dichiara che esiste un Mes ‘light’ racconta delle bugie, perché il Mes senza condizionalità non esiste. È inaccettabile, un tradimento nei confronti degli italiani, con la complicità della maggioranza Pd-M5S: Conte e il partito di Grillo, che si sono sempre detti contro l’ipotesi Mes, non hanno alcunché da dire, di fronte a questa vergogna?”, dicono in una nota gli europarlamentari della Lega Marco Zanni, presidente gruppo Id, e Marco Campomenosi, capo delegazione della Lega al Parlamento europeo. La Lega, dunque, non crede che si possa arrivare a un accordo tra gli Stati che compongono il Mes senza che si mettano nel conto le 'condizioni', ossia programmi di riforme e Troika. E questo nonostante il board di questo fondo, ricordiamo, veda come massimi azionisti Italia, Francia e Germania, e basta il veto di uno di loro per bloccare qualsiasi decisione. 

Eppure, anche l'acerrima nemica di questi giorni di trattative tra ministri delle Finanze, ossia l'Olanda, ha aperto al Mes 'senza austerity' e con una sola condizione: che le somme siano spese per l'emergenza e non per coprire, per esempio, i buchi di bilancio derivanti da altro tipo di perdite. Il problema è che anche questa soluzione rischierebbe di provocare una forte instabilità politica nel Paese, con conseguenze anche sull'economia. Perché come la Lega, anche una parte importante del M5s è pronta a fare le barricate contro il Mes in qualsiasi salsa sia: "Come ha solennemente sottolineato il presidente del Consiglio Conte, occorre interrompere l’insistenza al 'ricorso a strumenti come il Mes che appaiono totalmente inadeguati rispetto agli scopi da perseguire'. L’insistenza del blocco nordico dei Paesi Ue su presunte ipotesi di 'basse condizionalità' è il tentativo di riservarsi ancora per il futuro tutto l’arsenale degli strumenti dell’austerity: l’esatto contrario di quanto stanno attuando le banche centrali di mezzo mondo con emissioni da trilioni di euro”, dichiarano in una nota i deputati in commissione Esteri del Movimento 5 stelle. Anche se a onor del vero, una volta decise le 'basse condizionalità', non è possibile cambiarle in corsa. Tanto più se col consenso dell'Italia come conditio sine qua non. 

L'impressione è che dietro il Mes, in realtà, si stia conducendo una battaglia politica tutta interna all'Italia, più che un braccio di ferro tra Roma e i falchi olandesi o tedeschi. Una battaglia volta forse ad avere un nuovo governo che gestisca la fase 2. E con essa, la gestione delle decine di miliardi di euro che, in un modo o nell'altro, arriveranno alla casse di Roma.   

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