Italiani sempre più “mammoni”, ma è colpa della crisi

Si allunga l'età in cui i giovani trovano l'indipendenza economica e riescono a lasciare casa dei genitori. Ora si va via dopo i trent'anni

PERI/ANSA/PAT

I giovani italiani sono sempre più “mammoni”, restano a casa dei propri genitori e non vogliono andare a vivere da soli. Spesso si sente ancora fare questa affermazione ma i dati dimostrano che è sempre e soltanto un pregiudizio. I giovani del nostro Paese non è vero che non cercano l'indipendenza, il loro problema è che non la trovano a causa della crisi, e se restano a vivere con i parenti è solo per necessità.

Lo studio

Secondo lo studio lo studio dell'Upb, 'L'impatto della crisi sulle generazioni: l'Italia è un caso particolare?', nel 2016 gli italiani hanno dovuto aspettare tre mesi in più rispetto ai giovani del 2007 per lasciare casa. E questi tre mesi hanno avuto un peso molto superiore del normale perché hanno fatto superare nella media i fatidici 30 anni. Prima l'indipendenza si raggiungeva a 29,8 anni, ora bisogna aspettare i 30 e un mese.

In Svezia via da casa a 21 anni

Lo studio, elaborato sui dati dell'Eurostat, mostra che a livello europeo il quadro è molto più variegato e che nel nord si trova l'indipendenza molto, ma molto prima. In Svezia i ragazzi lasciano casa poco prima dei 21 anni, circa 10 anni prima che da noi. Rispetto alla media europea i giovani italiani vanno a vivere da soli quasi quattro anni più tardi.

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Nel 2007 l'età media di uscita dalla casa della famiglia di origine variava tra i 22 anni della Finlandia e i 30,7 anni della Croazia, con la media dell'Ue28 e dell'area dell'euro a circa 26,3 anni. Allora l'Italia era posizionata a ridosso del limite superiore con 29,8 anni. Adesso la situazione è migliorata per alcuni e peggiorata per altri. Nel 2016, l'intervallo osservato di età varia tra i 20,7 anni della Svezia e i 31,5 della Croazia. Il valore di 30,1 anni per Italia si posiziona tra quelli più elevati, circa 4 anni sopra le due medie europee, poco meno di 1 anno 3 mesi sopra la Spagna, 6,4 anni sopra la Germania, 6 anni sopra il Regno Unito, 6,3 anni sopra la Francia.

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