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Venerdì, 21 Giugno 2024
Il divorzio / Regno Unito

Londra dice addio ad Erasmus: "Tanto i nostri giovani non parlano lingue straniere"

Dopo la Brexit il Regno Unito era stato invitato a restare nel programma di scambio per i giovani europei, ma il governo lo ritiene uno spreco di soldi dei contribuenti: "Non riusciamo ad approfittare dell'opportunità"

Altro divorzio per Regno Unito e Unione europea. Dopo la Brexit, arriva l'uscita definitiva del Paese d'oltremanica dal programma di scambio europeo Erasmus+, nel quale Londra era stato invitato a restare nonostante non facesse più parte del blocco. Il motivo? I costi troppo alti da sostenere rispetto allo sfruttamento effettivo delle opportunità di scambio da parte dei giovani britannici, che in media non conoscono altre lingue oltre all'inglese. "C'è sempre stato uno squilibrio tra la nostra incapacità di parlare molto bene le lingue e quindi di approfittare delle opportunità di mobilità all'estero, e le persone che volevano venire nel Regno Unito", così avrebbe giustificato la posizione del governo di Londra il diplomatico Nick Leake durante una riunione della Commissione a Bruxelles.

Secondo quanto riporta il giornale specializzato in affari europei Politico, Leake avrebbe detto che per partecipare al programma il Regno Unito avrebbe dovuto "pagare 2 miliardi di euro in più di quanto avremmo ricevuto nel corso di un programma di 7 anni", che significa circa 300 milioni di euro di perdite ogni anno. "Gli interessi dei contribuenti britannici sono la ragione per cui abbiamo deciso di non partecipare all'Erasmus+", ha aggiunto.

Ma i giovani del Paese non sembrano contenti di questa decisione e chiedono a gran voce un ripensamento di questa posizione. Il gruppo delle associazioni giovanili European Youth Forum e l'ente promotore dei giovani britannici British Youth Council hanno parlato di "perdita devastante di opportunità di scambio ed educative per i giovani da entrambe le parti della Manica".

A criticare il governo britannico è stata anche una raccomandazione che chiede alla Commissione europea la riammissione del Regno Unito al programma Erasmus+ in una riunione del Comitato economico e sociale europeo (Cese), un organo consultivo dell'Ue composto da organizzazioni della società civile di tutto il blocco. Il rapporto è stato praticamente approvato all'unanimità con 77 voti a favore, nessun contrario e una sola astensione. A determinare questo risultato potrebbe essere anche stato il fallimentare esito del neo-programma di scambio britannico Turing, che nell'anno accademico 2021/22 ha contato solo 20mila partecipanti anziché i 35mila attesi.

Anche il sindaco laburista di Londra Sadiq Khan si è schierato a favore del programma Erasmus+, e chissà che non avvenga un'inversione di rotta del governo se il Partito laburista vincerà le elezioni, attese entro la fine dell'anno.

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