Disoccupazione giovanile: in calo ma ancora troppo elevata in Italia

I dati di Eurostat riferiti a gennaio: l'Italia ancora sul podio dei Paesi con più giovani a spasso. Peggio di noi solo Grecia e Spagna. Parlamento Ue: "Puntare sulla garanzia giovani". In termini globali la disoccupazione torna ai livelli pre-crisi

Giovani in cerca di lavoro. ANSA / TONINO DI MARCO

La situazione migliora, ma rimane comunque preoccupante. Stiamo parlando di disoccupazione giovanile, una 'specialità' molto italiana, visto che la penisola si conferma sul podio dei Paesi Ue in cui manca il lavoro per i giovani. Secondo gli ultimi dati presentato oggi da Eurostat, riferiti al gennaio 2018, la disoccupazione giovanile è calata in Italia dal 32,8% al 31,5%, il miglioramento più marcato nella Ue, ma che ci mantiene in terza posizione, dietro al 43,7% della Grecia ed il 36% della Spagna. 

Anche la media nella zona euro è leggermente calata, scendendo dal 17,9% di dicembre al 17,7% di gennaio. In questo panorama europeo, i tassi più bassi si registrano in Repubblica Ceca, al 5,8%, Estonia, al 6,5%, e Germania, al 6,6%.

Parlamento Ue: "Puntare su garanzia giovani"

Per contrastare il fenomeno, il Parlamento Ue ha recentemente ribadito, nel dicembre scorso, l'importanza di puntare sul sistema della garanzia giovani, lo strumento pensato per assicurare un lavoro decente agli under 25 nelle regioni a più alto tasso di disoccupazione, quindi Italia inclusa. La garanzia giovani si traduce in piattaforme per la ricerca di lavoro ed incentivi ai datori di lavoro per l'assunzione di giovani

La disoccupazione globale torna ai livelli pre-crisi

Quanto ai livelli globali di disoccupazione nella zona euro resta stabile al 8,6%, il tasso più basso dal dicembre 2008. In sostanza si è tornati ai livelli pre-crisi, anche se da allora si sono create enormi disparità tra gli Stati delle moneta unica e della Ue. L'Italia conferma l'aumento al 11,1%, il terzo tasso più elevato d'Europa, ancora dopo Grecia, al 20,9%, e Spagna al 16,3%. La disoccupazione più bassa dell'Ue si registra invece nella Repubblica Ceca, 2,4%, a Malta, al 3,5%, e in Germania, al 3,6%. 

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