Velo addio, in Danimarca approvato il divieto di indossare burqa e niqab in pubblico

Il provvedimento approvato dal Parlamento prevede multe da 134 a 1340 euro. Critica Amnesty International: “L'intervento non è né necessario né proporzionato”

In Danimarca alle donne non sarà più consentito indossare in pubblico indumenti che coprono il viso, come il niqab e il burqa. Il Parlamento del Paese ha approvato, con 75 voti a favore e 30 contrari, una legge presentata dal governo di centrodestra che impone il divieto. Anche se l'esecutivo ha assicurato che la norma non si rivolge contro l'islam è chiaro che quello che viene denominato "Burqa ban", colpirà le donne islamiche che non potranno così più indossare né il niqab, un pezzo di tessuto nero che serve a coprire completamente il volto lasciando solo una fessura per gli occhi, né il burqa, che copre completamente il corpo di una donna, dalla testa ai piedi, senza lasciare nulla scoperto, addirittura mettendo una sorta di rete in corrispondenza degli occhi.

“Chiunque, nei luoghi pubblici, indossi un indumento che nasconde il suo volto è soggetto a una multa”, afferma il teso approvato. L'ammenda prevista sarà di mille corone, pari a 134 euro ma le recidive verranno punite più severamente e se si arriverà a quattro infrazioni la multa salirà a ben 1.343 euro. Inizialmente il partito Partito Popolare, formazione politica xenofoba che garantisce l'appoggio esterno al governo di minoranza liberal-conservatore, aveva proposto anche il carcere per i trasgressori, ma in Parlamento si è scelto un approccio più morbido. La Danimarca non è il primo Paese a prendere una decisione del genere: la Francia, il Belgio, i Paesi Bassi, la Bulgaria e la regione tedesca della Bavaria hanno tutti imposto restrizioni al velo integrale nei luoghi pubblici.

La radio nazionale danese ha spiegato che le persone saranno ancora autorizzate a coprirsi la faccia in determinate circostanze, come una festa in maschera o tirando su una sciarpa durante il freddo, e che spetterà alla polizia decidere se il volto di una persona è "troppo coperto" o meno.

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A criticare il provvedimento Amnesty International secondo cui il divieto non è né "necessario né proporzionato", ma anzi rappresenterebbe una violazione della libertà di espressione e di religione. "Se l'intenzione di questa legge fosse quella di proteggere i diritti delle donne, fallirebbe in modo abietto", ha detto il direttore dell'associazione in Danimarca, Gauri van Gulik, che si è detto convinto che invece “la legge criminalizza le donne per la loro scelta di abbigliamento e così facendo infrange quelle libertà che la Danimarca pretende di sostenere".

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