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Giovedì, 6 Ottobre 2022
La risposta (poco) compatta / Russia

Quali sono le sanzioni di Bruxelles contro la Russia (che dividono i Paesi Ue)

Interventi pesanti avrebbero contraccolpi sull'economia in Europa, e alcuni Stati (tra cui l'Italia) non vogliono esagerare. Mosca sminuisce: "Le avrebbero imposte comunque, non ci fermeremo"

Sul riconoscimento da parte della Russia delle autoproclamate repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, e il conseguente invio di truppe sul loro territorio allo scopo dichiarato di "mantenere la pace", l'Ue si è fatta cogliere a dir poco di sorpresa. Proprio poche ore prima dell'annuncio di Vladimir Putin in diretta televisiva, a Bruxelles erano riuniti i ministri degli Esteri dei 27 Paesi membri, che hanno deciso solo un pacchetto minimo di sanzioni contro personalità legate alla Crimea. Roba da fare il solletico al Cremlino. Lituania e la Lettonia avevano spinto per avere una linea più dura e sanzioni immediate contro Mosca senza attendere "ulteriori aggressioni". "Non dobbiamo aspettare nessun attacco" perché "l'Ucraina è già sotto attacco”, aveva tuonato il ministro degli Esteri lituano, Gabrielius Landsbergis.

Sanzioni Ue alla Russia, Borrell: "Faremo molto male a Mosca"

Da parte sua l'Alto rappresentante Josef Borrell aveva assicurato, parlando con la stampa, che il pacchetto di sanzioni da imporre alla Russia era già pronto, e che in caso di riconoscimento dei territori autonomisti del Donbass sarebbe stato velocemente approvato e l'Ue avrebbe risposto in maniera “compatta”. Nonostante le dieci ore di riunione di ieri, i ministri degli Esteri hanno dovuto riunirsi di nuovo oggi in un informale a Parigi, perché evidentemente il pacchetto di sanzioni non era ancora pronto. Al termine della riunione straordinaria dei ministri degli Esteri europei, però, Borrell ha dichiarato: "E' un pacchetto che farà molto male alla Russia. Gli sforzi diplomatici continueranno - ha aggiunto - Dobbiamo prevenire ad ogni costo il conflitto. Abbiamo ora ricevuto la richiesta dell'Ucraina di aiutarli nell'affrontare attacchi cyber e noi manderemo una missione". Le sanzioni contro la Russia sono state decise all'unanimità dai ministri degli Esteri Ue e riguarderanno anche "i membri della Duma russa che hanno votato questa violazione del diritto internazionale e dell'integrità territoriale e della sovranità dell'Ucraina". Inoltre, sarà colpita sarà anche "la capacità dello Stato russo e del governo di accedere al nostro mercato dei capitali e finanziari e dei servizi", con limitazioni "all'offerta di finanziamento e all'accesso del loro debito sovrano". Il ministro degli esteri francese, Jean-Yves Le Drian, ha aggiunto che l'Ue ha in riserva altre sanzioni "se Mosca dovesse mostrare di andare ancora più lontano".

Paesi divisi

Parlando alla televisione pubblica tedesca Ard domenica, la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, aveva minacciato "massicce conseguenze", con l'Europa pronta a mettere in campo una serie di interventi "in linea di principio tagliata fuori dai mercati finanziari internazionali". Ma gli Stati membri sono ancora divisi tra quelli che vogliono colpire duro, e quelli (tra cui l'Italia) che ritengono che se Putin si ferma all'annessione di Donetsk e Lugansk si può anche non esagerare con le sanzioni economiche, che avrebbero ripercussioni ovviamente anche sull'economia europea. "Il riconoscimento delle due repubbliche autoproclamate del Donbass" da parte della Russia "è inaccettabile", e l'Italia è "assolutamente convinta nel procedere sulla strada delle sanzioni", ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, assicurando il nostro "ok politico alle sanzioni nei confronti della Russia". Ma l'Italia è tra i Paesi che, insieme ad Austria e Ungheria, ma anche Germania e Francia, non vorrebbero che si usasse ancora la mano troppo pesante. “La via del dialogo resta essenziale”, ha sottolineato il presidente del Consiglio, Mario Draghi.

Il nodo gas

Il presidente Ucraino, Volodymyr Zelensky, aveva chiesto l'interruzione “immediata” del progetto del gasdotto Nord Stream 2, cosa che la Germania proprio questa mattina ha deciso di fare. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha annunciato poco fa che il gasdotto, già ultimato, non verrà certificato e che quindi non potrà entrare in funzione. Non si parla però di fermare le importazioni di gas dalla Federazione, anche se l'Ue ha già sottoscritto un accordo col Giappone per l'importazione di Gnl che dovrebbe permettere di fare fronte a un eventuale riduzione delle forniture russe. Nel 2021, la quota di Mosca delle importazioni di gas nell'Ue era superiore al 42% attraverso solo i gasdotti, escluse le spedizioni di Gnl, e il gas è solo un elemento della dipendenza energetica dell'Europa dal suo vicino orientale. Il blocco importa da lui anche metà del suo carbon fossile ma anche ingenti quantità di petrolio, molto più che da Norvegia, Kazakistan e Stati Uniti. E nessun grande leader europeo sostiene direttamente che si dovrebbe smettere di acquistarli dalla Russia in caso di guerra.

Le sanzioni Usa e britanniche

Sanzioni sono state promesse anche dagli Stati Uniti e dal Regno Unito. Quelle britanniche, ha detto il premier Boris Johnson, sarebbero "mirate non solo alle realtà del Donbass, Luhansk e Donetsk, ma nella stessa Russia, prendendo di mira gli interessi economici russi il più duramente possibile". Londra ha anche minacciato di bloccare l'accesso delle società russe a dollari Usa e sterline britanniche, impedendo loro di raccogliere capitali a Londra, assicurando che gli oligarchi russi non potranno nascondersi da nessuna parte.

La Russia sminuisce

In ogni caso la Russia non sembra minimamente spaventata da queste minacce. "I nostri colleghi europei, americani, britannici non si fermeranno e non si calmeranno finché non avranno esaurito tutte le loro possibilità per la cosiddetta 'punizione della Russia'. Ci stanno già minacciando con ogni sorta di sanzioni o, come si dice ora , 'la madre di tutte le sanzioni'", ha affermato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. "Beh, ci siamo abituati. Sappiamo che le sanzioni verranno comunque imposte, in ogni caso. Con o senza motivo", ha concluso sprezzante

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