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Venerdì, 19 Agosto 2022
L'avvertimento

L’Ue minaccia di tagliare i fondi alla Grecia se prosegue con i respingimenti dei migranti

Atene punta il dito contro Ankara: “Incoraggia le partenze illegali”. Ma Bruxelles chiede lo stop alle violazioni dei diritti umani e fissa un ultimatum

La Commissione europea ha chiesto alla Grecia di fermare i respingimenti “violenti” di migranti in arrivo sulle sue coste. Se Atene non prenderà i dovuti provvedimenti, è stato l’avvertimento di Bruxelles, rischia di perdere fondi Ue che le erano stati assegnati. Dopo essere diventata uno dei principali punti di destinazione durante la crisi migratoria del 2015, la Grecia negli ultimi anni ha rafforzato i pattugliamenti terrestri e marittimi per tenere i richiedenti asilo alla larga dal suo territorio, tirando su anche una recinzione di confine e costruendo sulle isole greche più vicine alla Turchia campi per i migranti sottoposti a un rigido protocollo di sicurezza.

Il governo greco di centrodestra ha negato più volte le accuse di operare respingimenti di richiedenti asilo, affermando invece di intercettare le barche in mare per proteggere i propri confini e quelli dell’Ue. Tuttavia, “le deportazioni violente e illegali di migranti devono cessare, ora”, ha affermato giovedì la commissaria europea per gli Affari interni, Ylva Johansson, dopo aver incontrato i ministri del governo greco. “I finanziamenti - ha aggiunto la commissaria europea - sono legati alla corretta applicazione dei diritti fondamentali dell’Ue”. Il governo greco non ha ancora commentato l’avvertimento di Johansson, che in passato era stata più indulgente nei confronti di una lunga serie di violazioni dei diritti dei richiedenti asilo. 

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Il ministro greco per la Migrazione e l'asilo, Notis Mitarachi, lo scorso mese aveva affermato che il governo di Atene non avrebbe consentito l'ingresso illegale di migranti dal mare o via terra e che l'Ue avrebbe dovuto fare di più per garantire la sicurezza delle sue frontiere esterne e dunque impedire l’arrivo di barche dalla Turchia. “Secondo un numero considerevole di testimonianze di richiedenti asilo, le autorità turche stanno attivamente incoraggiando le partenze illegali”, aveva sottolineato il ministro in un colloquio con gli eurodeputati. 

La mancanza di collaborazione da parte di Ankara negli ultimi tempi aveva convinto Bruxelles a chiudere un occhio sulle segnalazioni da parte delle ong in merito ai respingimenti. Ora la Commissione sembra voler cambiare approccio. Johansson ha infatti annunciato che Atene metterà in atto da settembre un nuovo sistema per salvaguardare i diritti fondamentali. Una sorta di ultimatum alle autorità del Paese Ue.

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