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Martedì, 27 Settembre 2022
Bruxelles / Senegal

Bloccare i migranti a casa loro: il piano Ue per presidiare i confini del Senegal

L’operazione proposta dalla Commissione europea ha bisogno dell’ok di Dakar. Dopo l’invio di agenti nei Balcani occidentali, Frontex si prepara alla sua prima missione in Africa

Agenti Ue, armati e in uniforme, inviati in Senegal per presidiare i confini del Paese ed evitare la partenza illegale di migranti. Questo è il piano al quale sta lavorando la Commissione europea, che questa settimana ha ufficialmente proposto al governo di Dakar un accordo che permetta all’agenzia Frontex di intervenire nello Stato africano. Con una cooperazione di questo tipo “per la prima volta in assoluto” il personale di guardia costiera e di frontiera potrebbe intervenire ai confini di un Paese africano, ha spiegato venerdì la commissaria europea agli Affari interni, Ylva Johansson.

Il primo annuncio pubblico del piano è arrivato nella conferenza stampa al termine della visita ufficiale in Senegal di diversi commissari Ue, inclusa la presidente Ursula von der Leyen. “Ho portato un’offerta”, ha spiegato Johansson ai giornalisti senegalesi. “Nell’Unione europea abbiamo un’agenzia che si chiama Frontex, o Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera” le cui attività coinvolgono “soldati armati con mezzi e uniformi che proteggono i confini esteri dell’Ue”.

Ad oggi l’agenzia è incaricata di svolgere tre operazioni nell’Ue, rispettivamente in Italia, Spagna e Grecia, per il pattugliamento delle frontiere e il contrasto al traffico illegale di migranti, armi e sostanze stupefacenti. L’unica missione attiva nel territorio extra-Ue è l’operazione nei Balcani occidentali dove, ai sensi degli accordi siglati con Albania, Montenegro, Serbia, Bosnia ed Erzegovina e Macedonia del Nord, l’Ue compie controlli ai confini sempre per contrastare i traffici illegali di beni e persone. 

L’intenzione di Bruxelles sarebbe dunque quella di replicare un accordo di questo tipo con lo Stato africano. “Mi piacerebbe - ha spiegato Johansson - sviluppare una cooperazione tra il Senegal e Frontex, in modo che la guardia costiera e di confine” europea “lavori assieme agli omologhi senegalesi”. “Potremmo anche schierare mezzi e strumentazioni di sorveglianza”, ha aggiunto la commissaria specificando cosa è pronta a offrire l’Ue per intensificare il controllo della migrazione illegale. “Il Senegal sarebbe un ottimo partner per questa cooperazione con Frontex fuori dall’Europa”, ha concluso la rappresentante Ue.

Ad oggi non risulta alcun accordo firmato dal governo di Dakar, che sarà rappresentato al summit Ue-Unione africana che si terrà a Bruxelles il 17 e il 18 febbraio. Un’occasione nella quale la Commissione potrebbe insistere sulla necessità di un patto con il Senegal che apra la strada all’impiego di Frontex in Africa.

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