L'Ue chiede alla cinese Tik Tok di combattere fake news e disinformazione

La piattaforma di condivisione è finita sotto accusa negli Stati Uniti per problemi legati alla sicurezza dei dati. Ma Bruxelles tenta la linea del dialogo con i vertici dell'impresa

La Commissione europea sta cercando di convincere la piattaforma cinese TikTok a firmare il codice di condotta sulla disinformazione al quale hanno già aderito gli altri principali social network. Il documento raccoglie una serie di linee guida per combattere la diffusione di fake news e campagne di disinformazione orchestrate da soggetti privati o Governi stranieri. Stando a quanto rivelato ieri in conferenza stampa dalla vicepresidente della Commissione europea Vera Jourová, TikTok avrebbe già “confermato che aderirà al codice di condotta Ue sulla disinformazione”, anche se la firma non è ancora arrivata.

L'incontro

Pochi giorni fa, il commissario al Mercato interno, Thierry Breton, ha avuto in colloquio a porte chiuse con il neo-amministratore delegato della piattaforma, l’americano Kevin Mayer. Durante la riunione è stato affrontato il tema della disinformazione e della moderazione dei contenuti., secondo quanto riportato da alcune testate internazionali. 

Le critiche

Breton avrebbe detto a Mayer che lo sviluppo di TikTok sul mercato europeo deve tenere conto dei valori europei. La app permette agli utenti di creare e condividere brevi clip musicali di durata variabile (fino a 15 o 60 secondi) di modificarne la velocità di riproduzione e aggiungere filtri ed effetti speciali ai loro video. Negli Stati Uniti, alcuni politici ed esperti di cybersicurezza hanno definito l'app una “minaccia” per l’intero Paese, soprattutto per via dei legami con il Governo cinese. Breton ha quindi esortato la compagnia ad andare oltre il codice di condotta dell'Ue sulla disinformazione e assumere impegni concreti sulla sicurezza delle informazioni immagazzinate e condivise.

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Le nuove regole in arrivo

L’attivismo della Commissione sulle piattaforme digitali arriva nella stessa settimana in cui l’esecutivo Ue ha preannunciato la pubblicazione del Digital Services Act, un nuovo pacchetto di norme e linee guida che darà maggiori responsabilità in capo ai giganti del web.

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