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Donald Trump - foto Ansa EPA/Doug Mills

Donald Trump - foto Ansa EPA/Doug Mills

Trump conferma la riduzione delle truppe Usa in Germania: "Berlino non sovvenziona la Nato"

Il presidente americano: "Per noi sono un costo enorme e loro non pagano". Il ministro degli Esteri tedesco Maas: "La loro presenza in Europa un beneficio per entrambi"

Le truppe statunitensi di stanza in Germania saranno dimezzate. Lo ha annunciato lo stesso presidente Donald Trump, confermando le voci che circolavano già insistentemente sulla stampa da giorni.

Costo enorme

"Abbiamo 52mila soldati in Germania, che è un'enorme quantità di soldati e un costo enorme per gli Stati Uniti", ha detto Trump puntando poi il dito contro Berlino che "come sapete, è molto inadempiente nei pagamenti alla Nato", e quindi “perché dovremmo fare quel che facciamo se non paga?", si è chiesto.

Cifre imprecise

In realtà 52mila è il numero dei livelli di forza possibili ma nei fatti i militari presenti sul territorio sono solo 35mila. Inoltre l'accusa di essere inadempiente è quantomeno imprecisa, perché Trump si riferisce all'obiettivo preso nel 2014 di spendere per la difesa il 2% del Pil nazionale, ma l'obiettivo è per il 2024. Al momento il Paese di Angela Merkel investe l'1,4, una cifra in crescita anche se i tedeschi sottolineano che un obiettivo del genere è molto più oneroso per un Paese tanto ricco come il loro. Per Trump comunque non basta. "Sono inadempienti per miliardi di dollari, lo sono da anni", ha detto motivando così la decisione di ridurre "il numero di soldati a 25mila".

Il rammarico di Berlino

Rammaricato per la decisione il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, che ha detto di ritenere "che la presenza americana in Germania sia importante per la sicurezza non solo della Germania ma anche per quella degli Stati Uniti e specialmente dell'Europa". Lo stesso concetto è stato sostenuto dal segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, secondo cui “la presenza degli Stati Uniti in Europa non riguarda solo la protezione dell'Europa, ma anche la protezione del potere degli Stati Uniti oltre l'Europa”.

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