Truffa da 643 milioni al guru della finanza Buffet in Germania: ricevute ritoccate con Photoshop

Uno degli uomini più ricchi del mondo sarebbe stato truffato da un'impresa tedesca che lo ha convinto sborsare il quadruplo del suo valore effettivo. Ma gli ex proprietari, già condannati da un tribunale americano, negano tutto: "Dimostreremo come sono andate le cose"

Una società tedesca si trova sotto indagine con l’accusa di aver perpetrato una frode ai danni del leggendario investitore americano Warren Buffett. Secondo le prime indiscrezioni, l’impresa tedesca - acquisita nel 2017 dalla Berkshire Hathaway Inc di Buffett - è riuscita a incassare una cifra pari a quattro volte quella dovuta, grazie a una serie di irregolarità su ordini e fatture ritoccate con Photoshop.

L'investimento

Nel febbraio 2017 il fondo controllato dal ‘guru’ della finanza ha sborsato circa 800 milioni di euro per acquistare Wilhelm Schulz, un’impresa a conduzione familiare del settore dell’acciaio inossidabile con sede a Krefeld, Germania occidentale. Dopo una segnalazione anonima nel maggio dello stesso anno, la holding americana di proprietà del quarto uomo più ricco del mondo ha iniziato a chiedersi se la documentazione fornita dalla società acquistata fosse stata creata ad arte per dare l'impressione di un business in forte espansione. La società che Buffett aveva appena acquistato si trovava invece in enormi difficoltà e rischiava di fallire.

Il presunto sistema d'inganno

Il 9 aprile un tribunale arbitrale di New York ha stabilito che la società tedesca aveva sistematicamente ingannato gli investitori nel periodo precedente all’acquisto. I documenti interni citati dal quotidiano tedesco Handelsblatt suggeriscono che alcuni dipendenti di Wilhelm Schulz hanno gonfiato il margine operativo lordo dell'impresa - che indica i guadagni al netto di interessi, imposte, ammortamenti - semplicemente scansionando le intestazioni di società terze e modificandole per creare ordini e fatture falsi.

Una truffa da 643 milioni di euro

Il tribunale arbitrale di New York ha concordato con la società di Buffett che l’impresa tedesca non valeva più di 157 milioni di euro e ha ordinato a Schulz di compensare la differenza di 643 milioni di euro. Dopo la sentenza negli Stati Uniti, un pubblico ministero a Düsseldorf sta ora indagando sull’ex produttore di acciaio, sospettato di gravi frodi con l’obiettivo di falsificare documenti e bilanci.

Accuse respinte

Gli ex proprietari del gruppo Schulz hanno respinto le accuse. In una dichiarazione, hanno affermato: “Siamo delusi dall'esito della procedura arbitrale e ne consideriamo errato l'esito. Respingiamo totalmente l'accusa di frode”. Gli ex proprietari hanno presentato ricorso contro la sentenza presso un tribunale federale americano il 28 aprile e affermano di essere sicuri di poter dimostrare che la società di Buffett non è stata danneggiata finanziariamente con l'acquisto di Wilhelm Schulz.

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