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Domenica, 21 Aprile 2024
Il caso / Polonia

"Troppo grano dall’Ucraina", e l’Ue risarcisce gli agricoltori di Polonia, Bulgaria e Romania

Bruxelles ha stanziato 56 milioni, ma le proteste continuano. E Varsavia promette di 'chiudere' i corridoi di solidarietà per i beni agricoli di Kiev

La Polonia è sicuramente il Paese europeo che si è schierato con più decisione a sostegno dell'Ucraina, e con la Romania sta pianificando persino di dare vita a un mercato unico ristretto, una sorta di "piccola Ue", con Kiev. Ma su un punto Varsavia sembra aver messo da parte la solidarietà nei confronti dei vicini ucraini: il grano. 

Gli agricoltori polacchi, ma anche quelli rumeni e bulgari, stanno protestando con veemenza contro le tonnellate di grano, mais, colza e girasole a basso costo che sono arrivati nei loro mercati in seguito alla creazione dei cosiddetti “corridoi di solidarietà” da parte dell’Unione, che hanno permesso ai principali prodotti agricoli di Kiev di lasciare il Paese aggirando il blocco dei porti sul Mar Nero per mano russa. I coltivatori bulgari hanno bloccato con i loro trattori le strade di accesso alla Romania. I colleghi rumeni hanno annunciano uno sciopero il prossimo 7 aprile, mentre in Polonia un gruppo di manifestanti ha lanciato delle uova in faccia al ministro dell'Agricoltura.

Sarà anche per la sventura del suo collega di governo, il primo ministro Mateusz Morawiecki ha annunciato l’impegno a eliminare l’eccesso di grano ucraino dal mercato polacco entro l’inizio della prossima stagione del raccolto. Nel frattempo, Morawiecki ha ottenuto dal commissario Ue all'Agricoltura (il connazionale e collega di partito Janusz Wojciechowski) lo stanziamento di 56 milioni di euro per risarcire gli agricoltori colpiti, che dovranno essere ripartiti con Sofia e Bucarest. 

Come riportato da Euractiv, la strategia delineata dall’esecutivo di Varsavia poggia sull’aumento delle esportazioni del frumento di Kiev verso i Paesi africani con maggiore necessità, come l’Egitto. "Con la fine dell’inverno possiamo dare la nostra priorità al grano, (…) I porti aumenteranno esponenzialmente la propria capacità", ha dichiarato il ministro dell’Agricoltura Henryk Kowalczyk al programma settimanale Tydzień.

Per Michał Kołodziejczak, fondatore del maggior movimento dei produttori locali polacchi, AgroUnia, la cifra messa a disposizione dalle istituzioni europee per sostenere il mercato interno del Paese non è che "una goccia nel mare". Secondo Kołodziejczak, per risarcire le perdite accumulate dai produttori agricoli nazionali sarebbero necessari non meno di 8-10 miliardi di euro, ma "per ora il Consiglio e la Commissione stanno evitando il problema".

Il premier polacco, dopo aver rimarcato l’originaria opposizione di Varsavia all’ingresso del grano ucraino nella propria economia per paura di una conseguente destabilizzazione, ha promesso che chiederà alle istituzioni europee l’immediata attivazione del meccanismo di salvaguardia, la leva che l'Ue attiva quando un'importazione dall'estero rischia di destabilizzare il mercato interno. Una volta ricevuta la richiesta formale, la Commissione europea avrà tre mesi di tempo per decidere in merito.   

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