Chiese aperte, è record di contagi da coronavirus tra i fedeli nella cintura biblica d'Olanda

Nella zona del Paese con la più alta concentrazione di cristiani ortodossi si registrano anche i più alti tassi di diffusione del Covid-19. Sotto accusa la decisione del governo di concedere le messe pubbliche con un massimo di 30 partecipanti

Una messa in diretta tv a causa del coronavirus

E' conosciuta come la "Bible belt" d'Olanda, la cintura biblica dove si concentra la maggioranza dei calvinisti ortodossi del Paese. Finora, era balzata alle cronache per le posizioni su politica e società decisamente opposte al liberalismo imperante nel resto dello Stato e per le battaglie contro i vaccini. Ma da qualche settimana i riflettori dei media locali sono puntati su questa 'cintura' per via dell'alto tasso di contagiati dal Covid-19. Un fenomeno che alcuni attribuiscono alla decisione del governo di lasciare aperte le chiese, purché nel limite di 30 fedeli per messa. 

La Bible belt

Una decisione sollecitata anche dal fragile equilibrio del governo del liberale Mark Rutte, che si regge sull'appoggio di due partiti cristiani, tra cui l'Unione cristiana che ha proprio il suo zoccolo duro nella Bible belt. La misura è stata criticata da diversi virologi, come Bert Niesters dell'ospedale universitario di Groeningen: "Capisco che i servizi religiosi siano importanti, ma è proprio nelle comunità molto unite come le congregazioni cristiane che i rischi di propagazione del virus sono maggiori. Basta un solo contagiato per colpire buona parte della popolazione locale", ha spiegato al quotidiano Joop.  

Sta di fatto che proprio nei Comuni a più alta densità di cristiani ci sono anche i più alti tassi di contagi e vittime. Nonostante molte chiese abbiano attivato servizi online, i fedeli hanno continuato ad affollare le messe, spesso oltre il limite di 30 partecipanti. E cosi' il virus si è propagato, favorito anche da una densità di contatti sociali maggiore rispetto ad altre aree del Paese. A Goeree-Overflakkee, per esempio, pare che sia bastata la visita di un prete a una casa di cura protestante a contagiare un gran numero di pazienti.

I casi di Polonia e Russia

Ma l'Olanda non è l'unico Paese dove i fedeli praticanti sono stati accusati di aver avuto comportamenti pericolosi per la salute pubblica. E' successo per esempio in Russia, dove alcuni leader della chiesa ortodossa di Mosca hanno invitato i fedeli a non recarsi alle funzioni religiose solo dopo il rafforzamente delle misure del Cremlino. In Romania e Georgia, diversi preti si sono opposti alla richiesta di venir meno alla tradizione dell'uso di un cucchiaio comune per le comunioni. 

Nella devota Polonia cattolica, le restrizioni al coronavirus hanno inizialmente limitato il numero di fedeli in chiesa a 50 alla volta. L'arcivescovo Stanisław Gądecki, capo dell'episcopato polacco, aveva persino chiesto di aumentare le messe, perché, a suo giudizio, servivano più preghiere contro la pandemia. Un po' come sostenuto in questi giorni dal leader della Lega Matteo Salvini. Alla fine, il governo ha limitato l'afflusso in chiesa a 5 persone per volta, mentre l'arcivescovo ha fatto retromarcia, invitando i fedeli a seguire le messe via tv, radio e web.

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