Martedì, 21 Settembre 2021
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Un telefono amico per pedofili in Belgio: "Così evitiamo gli abusi sessuali"

La linea di assistenza servirà ad aiutare chi ha "fantasie sessuali devianti" e a combattere stereotipi che spesso rendono più complicata l'azione di prevenzione dei reati: "Molte persone con questo tipo di disturbo riescono a costruire una vita libera dalla criminalità"

Un telefono amico per aiutare i pedofili a non cedere alle loro "fantasie sessuali devianti". E' l'iniziativa SéOS, lanciata in Belgio, per la precisione a Bruxelles e nella regione della Vallonia, per offrire una linea di assistenza dedicata alle persone che, consapevoli dei propri disturbi legati alla sessualità, cercano un aiuto che spesso non trovano.

Per il Belgio, Paese che ha vissuto lo scandalo dell'affaire Dutroux, non si tratta di una novità assoluta: dal 2017 esiste già una iniziativa simile nele Fiandre. Che a sua volta ha preso spunto dal telefono amico istituito in Germania 10 anni e che finora ha consentito a circa 10mila persone di essere aiutate e, in metà dei casi, di venire indirizzate a cure specialistiche.

La differenza tra pedofilia e abusi

Sul quotidiano Le Soir, Minne De Boeck, criminologa del Forensisch Centrum (UFC) dell'Università di Anversa e responsabile del progetto fiammingo, tiene a precisare una differenza importante tra pedofilia e abusi sessuali su minori:  “La maggior parte delle persone con pregiudizi pedofili non ha mai commesso abusi sessuali su minori, e non tutti i molestatori di bambini sono pedofili - spiega - Altre cause possono essere all'origine dell'abuso, come problemi antisociali o relazionali, tossicodipendenza...”. Se una preferenza sessualmente deviante è un fattore di rischio per l'abuso sessuale sui minori, non c'è però necessariamente una relazione di causa-effetto. "Molte persone con il disturbo parafilico della pedofilia riescono a costruire una vita libera dalla criminalità nonostante la loro preferenza sessuale per i bambini", continua De Boeck.

La difficoltà a essere aiutati

Tuttavia, se queste persone sentono di aver bisogno di supervisione, non sempre sanno a chi rivolgersi: “Alcuni, tra quelli che incontriamo all'UPPL (il centro vallone di riferimento per l'assistenza agli autori di reati sessuali che si occuperà di SéOS, ndr), ci raccontano che hanno consultato dei medici in precedenza, ma che non sono stati ascoltati perché molti, tra professionisti senza esperienza in materia, hanno difficoltà a trattare con la sessualità deviante”, dice Marie-Hélène Plaete, psicologa dell'l'UPPL. Evocare un'attrazione sessuale di fronte agli altri è più difficile rispetto che parlare al telefono, senza essere identificati, senza essere giudicati. La linea di assistenza SéOS partià il 28 giugno e sarà rivolta non solo ai potenziali pedofili, ma anche ai loro famigliari. Inoltre, gli psicologi dell'UPPL lanciano un appello alla collaborazione con altri colleghi o medici di base. 

Un basso tasso di recidiva

Dal 2017 nelle Fiandre, 1.675 persone hanno richiesto aiuto alla linea di assistenza. “L'obiettivo - spiega Minne De Boeck - è prevenire gli abusi sessuali sui minori, ma anche sostenere le persone stigmatizzate (es. persone con sentimenti pedofili che non commettono violenza). In questo modo, cerchiamo di abbassare le barriere all'assistenza. Abbiamo già aiutato 220 persone a intraprendere un percorso di cura. Queste sono persone che probabilmente non saremmo stati in grado di raggiungere senza una linea di assistenza anonima accessibile". Ma è possibile 'curare' la pedofilia: "Gli studi dimostrano che il tasso di recidiva è basso in queste persone, molto più basso per esempio che nelle persone violente, ed è ancora più basso quando vengono curate. Il nostro compito è questo, evitare vittime", dice Plaete.

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