Coronavirus, la Svizzera respinge 11mila persone al confine

Vietati anche gli assembramenti di più di cinque persone. Finora sono oltre 4.800 i casi di contagio e i decessi 43

Il confine svizzero - foto Ansa EPA/LAURENT GILLIERON

La Svizzera sceglie la linea dura contro il coronavirus. Nel Paese sono stati vietati gli assembramenti  di oltre 5 persone, ma ha escluso per ora qualsiasi forma di chiusura come quella adottata da altri Paesi europei. Inoltre sono state responte migliaia di persone ai suoi confini. Le autorità hanno chiesto alla popolazione di rispettare le regole per rallentare la diffusione del virus. "Non abbiamo ancora un lockdown completo, ma ci siamo quasi", ha dichiarato il consigliere federale e capo del dipartimento dell'Interno, Alain Berset. La Confederazione ha ordinato la chiusura di scuole, bar, ristoranti e attività commerciali non essenziali. "Il numero di persone infette è in forte aumento nel nostro Paese", ha ammesso Berset, "l'epidemia si sta diffondendo rapidamente". I prossimi giorni saranno difficili, frenare il virus puo' funzionare solo con il supporto di tutta la popolazione", ha aggiunto il ministro. Su una popolazione di 8 milioni e mezzo di abitanti finora sono oltre 4.800 i casi di contagio in Svizzera, dove i decessi registrati sono 43.

Per quanto riguarda le frontiere sono circa 11mila le persone respinte in seguito alle nuove disposizioni adottate dal governo elvetico per arginare l'epidemia di coronavirus. Lo ha dichiarato ai media durante una conferenza stampa Christian Bock, capo dell'Amministrazione federale delle dogane (Afd), specificando che i controlli vengono eseguiti quando possibile assieme ai colleghi stranieri. In diversi valichi sono stati create corsie preferenziali per coloro che possono ancora entrare sul territorio elvetico, come i lavoratori frontalieri mentre l'importazione ed esportazione di beni continua normalmente. In generale il traffico è calato in tutto il Paese, in Ticino la flessione dovrebbe accentuarsi ulteriormente, ha dichiarato il capo dell'Afd. Bock ha sottolineato che i lavori per sbarrare i circa 130 valichi minori si sono conclusi. Sono tuttavia stati notati tentativi di entrare nel Paese illegalmente, attraverso la cosiddetta frontiera verde; in taluni casi i dispositivi per sbarrare i valichi sono stati tolti.

Per fermare l'afflusso di persone non verranno più rilasciati visti, tranne che per specialisti nel settore sanitario, congiunti di cittadini svizzeri che possono risiedere in Svizzera e per casi di emergenza. I controlli sono quindi stati rafforzati anche negli aeroporti. Al momento, a parte gli stati non Schengen, le restrizioni di movimento per i cittadini Ue riguardano l'Italia, la Francia, la Germania, l'Austria e, da ieri, la Spagna. Un semplice contratto di lavoro non basta per ottenere il lasciapassare. Il divieto di entrata vale anche per i profughi che intendono inoltrare una richiesta d'asilo provenienti da Stati non Schengen.

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