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La Ue non aiuti le dittature: Strasburgo chiede stretta su esportazioni strumenti di cyber-monitoraggio

Evitare di aiutare i dittatori a spiare e vessare i loro cittadini inserendo i prodotti a doppio uso militare e civile nel regime di controllo delle esportazioni. Negoziati che si preannunciano difficili con il Consiglio, tanti gli interessi industriali

Non aiutare i dittatori a spiare i cittadini. E' questa la richiesta lanciata oggi dal Parlamento Ue approvando una risoluzione legislativa in cui si chiede di inserire gli strumenti di cyber-monitoraggio nel regime di controllo sulle esportazioni della Ue. In sostanza di trattarli come le armi.

Norme per le esportazioni dei prodotti ad uso civile e militare

L'Unione europea sta attualmente aggiornando le norme sul controllo sulle esportazioni dei prodotti dual-use, beni e tecnologie destinati a scopo pacifico in circostanze civili, ma che possono essere utilizzati anche per la costruzione di armi di distruzione, attentati terroristici e strumenti di controllo, per tenere il passo con le nuove tecnologie e impedire ai regimi autoritari di spiare i propri cittadini con l'aiuto dei prodotti europei.

Tali prodotti sono già soggetti al regime di controllo delle esportazioni, le nuove regole puntano ad aggiungere alcuni strumenti di cyber-monitoraggio all'elenco dei prodotti che devono essere approvati dalle autorità nazionali prima di essere esportati. Si tratta di dispositivi per intercettare telefoni cellulari, violare computer, bypassare password o identificare utenti di internet, in sostanza l'arsenale utilizzato anche per spiare oppositori politici ed attivisti in tutto il mondo ed in particolare dove le libertà e le tutele sono limitate da regimi autoritari.

Mosca, PD: "In passato Ue ha esportato a regimi, non accada più"

“La politica commerciale europea ha i mezzi e le potenzialità per essere non solo volano della crescita economica ma anche garante di alcuni importanti standard di sicurezza, negli Stati membri e in tutti i Paesi nostri partner", il commento di Alessia Mosca del PD. "Oggi il Parlamento Ue ha compiuto un altro passo importante in questa direzione, con l’approvazione di una normativa che stringe le maglie dei controlli sui prodotti a doppio uso, civile e militare, con l’importante introduzione in questa lista di tecnologie di informazione e comunicazione". In passato la tecnologia Made in Ue è stata utilizzata dai regimi per spiare e vessare oppositori, giornalisti e difensori dei diritti umani, "oggi il Parlamento afferma con determinazione che non possiamo più permettere che accada nuovamente".

Negoziati difficili con il Consiglio, grossi interessi in gioco

La risoluzione è stata approvata con 571 voti favorevoli, 29 contrari e 29 astensioni. I negoziati con il Consiglio inizieranno non appena gli Stati membri avranno definito la loro posizione ma già da ora non si annunciano facili visti i grossi interessi economici di alcuni Paesi nel settore della difesa e della cybersicurezza. 

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