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La strategia britannica funziona, anche una sola dose di vaccino garantisce abbastanza protezione

Lo confermerebbero sia uno studio condotto in Israele sugli operatori sanitari a cui è stata somministrata l'iniezione della Pfizer, che i primi dati sulla popolazione del Regno Unito

Nel suo tentativo di uscire dalla pandemia di coronavirus nel più breve tempo possibile il Regno Unito ha deciso di fare una scommessa: il Paese punta a vaccinare quante più persone possibile nel più breve tempo possibile, e per riuscirci ha scelto di somministrare solo la prima dose e di posticipare di tre mesi la seconda. Come hanno spiegato gli esperti del governo di Boris Johnson l'idea è che in una situazione di emergenza è meglio avere più persone con una protezione non completa, ma almeno parziale, che poche con una protezione completa.

Lo studio israeliano

L'idea inizialmente è stata criticata da molti e ritenuta troppo rischiosa, ma adesso i primi dati sembrano confermare che la scommessa sarebbe stata vincente. Secondo una ricerca svolta allo Sheba Hospital di Tel Aviv in Israele, che sarà pubblicata sulla rivista medica Lancet, si ha già una riduzione dell'85 per cento dei casi sintomatici di Covid-19 tra i 15 e i 28 giorni dalla prima dose di somministrazione del vaccino Pfizer. Secondo lo studio, condotto su settemila operatori sanitari della stessa struttura, se si considerano anche gli asintomatici l'infezione si riduce del 75 per cento. La ricerca suggerisce anche che il livello di protezione aumenta nel tempo: tra i 15 e i 21 giorni il vaccino è efficace al 76%, tra i 20 e i 28, era del 94%. "Tutto questo conferma la validità della decisione del governo inglese di cominciare a vaccinare i propri cittadini con un'unica dose del vaccino", ha osservato Arnon Afek, vice direttore del Centro medico dell'ospedale. Per Eyal Leshem, direttore del Centro per la medicina di viaggio e le malattie tropicali dello Sheba, lo studio proverebbe “l'efficacia di una singole dose di vaccino nella vita reale e mostra una sua precocità anche prima della somministrazione della seconda dose". Al momento grazie a questa strategia, e a uno sforzo organizzativo senza precedenti, che sta oscurando i tanti errori del passato nella gestione della pandemia, già quasi 16 milioni e mezzo di cittadini hanno ricevuto la prima dose del vaccino, e 570 mila anche la seconda.

I dati del Regno Unito

Non tutti hanno però ricevuto il vaccino Pfizer, molti anche quello di Oxford e AstraZeneca. Ma anche qui un altro studio, svolto proprio nel Regno Unito, darebbe ragione al team Johnson. Analizzando i primi "dati reali" sull'impatto dei vaccini nel Paese sembra che uesti, anche se somministrati in una sola dose, sia essa della Pfizer o di Astrazeneca, siano capaci di ridurre di due terzi la trasmissione e le infezioni da Covid-19. Secondo l'analisi pubblicata dal Telegraph, emerge anche che questo effetto si ottiene su tutti i gruppi di età, portando a una diminuzione dei casi tra gli ottantenni del 38 per cento nell'arco di sette giorni. I dati attuali indicano che sono oltre 16 milioni in tutto il Regno Unito le persone che hanno ricevuto la prima dose del vaccino e tra queste sono comprese anche il 99 per cento delle persone tra i 75 e i 79 anni di età e oltre il 93 per cento delle persone con 80 anni o più.

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