Mercoledì, 4 Agosto 2021
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In arrivo nuovi stabilimenti per i vaccini in tutta Europa, così l'Ue vuole superare l'impasse

Dall'Italia, alla Francia, alla Germania e alla Spagna i paesi membri si stanno attrezzando per produrre in casa le preziosissime fiale e non dover dipendere da esportazioni da altre nazioni

Foto archivio Ansa - EPA/WU HONG

La campagna di vaccinazione nei Paesi membri continua a procedere a rilento, con l'Unione europea che punta il dito contro le case farmaceutiche, AstraZeneca in particolare, per i ritardi nelle consegne. Anche tra Bruxelles e Londra è in corso un braccio di ferro, con il governo di Boris Johnson accusato di avere rallentato le esportazioni dall'isola per dare la precedenza ai britannici, accusa negata ma che sta facendo salire la tensione.

Il problema del blocco è che i suoi impianti di produzione delle fiale non sembrano sufficienti ad accontentare tutte le richieste delle 27 nazioni che ne fanno parte, ma le cose potrebbero presto cambiare. In diverse nazioni si stanno riconvertendo impianti di case farmaceutiche per dedicarli alla produzione degli ormai richiestissimi vaccini contro il Covid-19. Repubblica ha stilato una mappa dei lavori frenetici che sono in corso in tutta Europa. I primi nuovi impianti a partire dovrebbero essere in Francia, saranno due, per infialare Pfizer e Moderna. In Germania è già operativo un impianto supplementare di Pfizer-Biontech, che da aprile inizierà le consegne all'Unione. E in settimana arriverà il sospirato il via libera dell'Agenzia europea del farmaco ad Halix, la seconda fabbrica continentale di AstraZeneca a Leiden, in Olanda. Questo impianto in particolare attende da settimane il via libera dell'Ema, al punto tale che Londra aveva chiesto più volte che i vaccini lì prodotti le venissero spediti, visto che nel continente non possono essere utilizzati. Ma la richiesta è stata rifiutata proprio per non perdere dosi che potrebbero essere preziose in futuro.

L'obiettivo di Bruxelles è aumentare subito le forniture per riuscire a immunizzare il 70% della popolazione adulta entro l'estate. Per farlo l'Europa sta progressivamente raddoppiando la capacità mensile: a gennaio era di 14 milioni di dosi, a febbraio di 28 e a marzo di 60. Ma si deve salire ancora visto che i vaccini arrivano con il contagocce. Le nuove consegne potrebbero presto arrivare anche dall'Asia. Ad aprile gli esperti dell'Ema voleranno in India per certificare gli impianti locali di AstraZeneca che producono il vaccino di Oxford, lì ribattezzato Covishield, e che a maggio potrebbe già arrivare in Europa. Secondo la ricostruzione di Repubblica ad aprile saranno consegnate anche le prime fiale del nuovo centro di produzione del laboratorio BioNTech a Marburgo, in Germania, con una capacità di 750 milioni di dosi all'anno. L'impianto è stato inaugurato a febbraio e produrrà il principio attivo del vaccino di Pfizer, mentre per il nuovo siero di Johnson&Johnson (Janssen), l'ultimo approvato dall'Ema, sono già in pista per la produzione impianti in Spagna e Italia e, dall'estate, quelli della francese Sanofi.

Tra maggio e giugno l'Ema dovrebbe poi dare il via libera al quinto vaccino, quello di Curevac, su cui si sono già mobilitati tra gli altri Francia e Italia (con Thermo Fisher di Monza e Ferentino). Da luglio sempre Sanofi - con impianti in Germania - lancerà la produzione di Pfizer-BioNTech. La start-up americana Moderna invece si è affidata al produttore svizzero Lonza, con l'impianto di Visp in fase di potenziamento su tre delle sue quattro linee di produzione, e che a regime sforneranno ognuna 100 milioni di dosi all'anno. Anche la fabbrica di Pfizer a Puurs, in Belgio, è stata ampliata. In Francia intanto a giorni partirà l'infialamento di Moderna e Pfizer-BioNtech nella Loira, a Monts, e a Saint-Rémy-sur-Avre. Laboratori sostenuti finanziariamente anche dal governo di Parigi.

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